Regno Unito, in aumento lavoratori extra Ue nel post-Brexit

Redazione
01/06/2023

Per la prima volta nel 2022 i lavoratori extra Ue hanno superato quelli Ue: 2,7 milioni contro 2,5 milioni. Tra i settori maggiormente interessati ristorazione, vendita al dettaglio e riparazione delle auto.

Regno Unito, in aumento lavoratori extra Ue nel post-Brexit

La forza lavoro del Regno Unito sta cambiando. Come riporta il Guardian, nel 2022 per la prima volta il numero dei lavoratori extra Ue ha superato quello dei cittadini provenienti dal vecchio continente. Un fenomeno costante dal 2014, ma che ha subito un’accelerazione pari al 40 per cento in appena due anni. Tra i settori maggiormente interessati ci sono ristorazione, vendita al dettaglio e riparazione delle auto, sempre più alimentati da dipendenti non Ue o britannici. Un dato che, secondo molti esperti, è conseguenza della Brexit, ma non solo. Importante l’impatto dovuto all’arrivo di tanti profughi di guerra dall’Ucraina o delle persone in fuga dalla censura cinese a Hong Kong.

In Regno Unito, i lavoratori extra Ue hanno superato quelli provenienti dall’Ue in vari settori. Per il Guardian non è solo l’effetto Brexit.
Un ristorante cinese nel cuore di Londra (Getty)

Regno Unito, i dati sui lavoratori Ue ed extra Ue nei vari settori

Lo studio certifica la presenza di 2,7 milioni di lavoratori extra Ue nel Regno Unito, a fronte di 2,5 milioni europei. La scorsa estate, circa un lavoratore su sette proveniva dal vecchio continente, un calo importante rispetto al 23 per cento pre-pandemico. La quota di chi è giunto in Gran Bretagna da Paesi al di fuori dell’Unione europea invece è salita al 6 per cento a fronte del 2 per cento nel 2019 e di appena l’1 per cento prima del referendum del 2016 sulla Brexit. «L’uscita dall’Ue ha cambiato con decisione il sistema dei visti di lavoro e le regole per gli studenti», ha sottolineato Madeleine Sumption, direttrice dell’Osservatorio sull’immigrazione a Oxford. «Non è però l’unico fenomeno in atto». L’esperta ha citato i profughi ucraini e i lavoratori di Hong Kong, ma anche la massiccia richiesta del Sistema Sanitario Nazionale per far fronte alla pandemia. Alcuni settori, tuttavia, fanno ancora affidamento sui lavoratori dell’Ue, come l’agricoltura e la silvicoltura, ma anche la pesca che, pur in pieno cambiamento, nel Regno Unito si presentano ancora con numeri stabili rispetto al passato. I cittadini europei sono invece meno della metà di quelli che giungono da altre nazioni per quanto riguarda servizi amministrativi, meccanici e minerari. Senza tralasciare il commercio sia all’ingrosso sia al dettaglio e l’hospitality. Il comparto immobiliare e scientifico prima del 2020 erano vicini a una divisione equa, mentre oggi gli extra Ue costituiscono il 55 per cento della loro forza lavoro. In campo manifatturiero, il numero dei dipendenti Ue è calato del 5 per cento, a fronte di una crescita del 23 per cento per chi giunge da fuori continente. In aumento gli extracomunitari impiegati nella salute, che in tre anni sono passati dal 10 al 14 per cento del totale.