Referendum, il 15 febbraio alla Corte Costituzionale i quesiti su cannabis, giustizia ed eutanasia

Redazione
14/02/2022

La consulta, composta da 15 giudici, dovrà valutare la legittimità dei quesiti. Ecco cosa prevedono.

Referendum, il 15 febbraio alla Corte Costituzionale i quesiti su cannabis, giustizia ed eutanasia

Giustizia, cannabis ed eutanasia. Domani, 15 febbraio, sarà il giorno in cui alla Corte Costituzionale approderanno otto referendum. La consulta valuterà l’ammissibilità dei quesiti. Sono sei quelli che riguardano la giustizia, uno tocca il tema dell’eutanasia attiva e un altro ancora la questione della cannabis legale. A decidere quindici giudici, sotto la guida del presidente Giuliano Amato: «I referendum sono una cosa seria, bisogna evitare di cercare ad ogni costo il pelo nell’uovo per cestinarli», ha detto in proposito. Le decisioni verranno rese note al termine della riunione, il giorno stesso o nei successivi.

Domani, 15 febbraio, alla Corte costituzionale approderanno gli otto referendum su giustizia, cannabis ed eutanasia
Un’aula di tribunale italiana (Getty)

Cosa prevedono i sei referendum sulla giustizia

I sei referendum sulla giustizia sono stati proposti dai Radicali e dalla Lega, ricevendo il sostegno di nove consigli regionali guidati da governi di centrodestra. Si tratta di Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Ligura, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto. Il primo quesito riguarda la cosiddetta responsabilità civile indiretta, quella per cui a pagare in seguito ad errori delle toghe è lo Stato. L’idea è trasferirla sul magistrato. Il secondo vuole eliminare del tutto la possibilità di passare dalla carriera di giudice a quella di Pubblico ministero e viceversa. Il terzo quesito prevedrebbe la possibilità di limitare i casi di misura cautelare detentiva in carcere solo nell’eventualità di gravi reati. Eliminandola nelle fattispecie pericolo di fuga e inquinamento delle prove, oltre che nei casi in cui la pena massima applicabile superi i quattro anni. Il quarto quesito punta all’eliminazione di una parte della legge Severino. Ossia quella che aggiunge, in caso di condanna a più di due anni, la sanzione accessoria dell’incandidabilità e il divieto di ricoprire cariche elettive e di governo. La palla in questo caso passerebbe ai giudici che di volta in volta sarebbero chiamati a decidere sull’interdizione dai pubblici uffici. Ci sono poi il requisito della raccolta firme per il candidato intenzionato a entrare a far parte del Csm e quello sulla valutazione dei magistrati. Si vorrebbe infatti allargare il diritto di voto anche ai non togati come gli avvocati, che possono far parte degli organi preposti al controllo ma non esprimere giudizi.

Domani, 15 febbraio, alla Corte costituzionale approderanno gli otto referendum su giustizia, cannabis ed eutanasia
Matteo Salvini (Getty)

Il referendum sull’eutanasia attiva

Ma non c’è solo la giustizia. Promosso dall’associazione Luca Cosioni, e con l’appoggio di Radicali, Sinistra Italiana +Europa, il referendum sull’eutanasia ha il fine di abrogare parte dell’articolo 579 del codice penale, che punisce l’omicidio di una persona consenziente. Qualora avvenisse, si potrebbe dar luogo anche in Italia all’eutanasia attiva, ossia la somministrazione del farmaco al paziente che ne faccia richiesta.

Cannabis legale, le modifiche al Testo unico in materia di stupefacenti 

Chiude il cerchio il referendum sulla cannabis legale. Lanciato dalle associazioni Meglio Legale a Forum Droghe, Antigone, tra i partiti a favore ci sono +Europa, Possibile, Radicali, Sinistra Italiana, Potere al Popolo, Rifondazione comunista, Europa Verde. Il referendum andrebbe a modificare il Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, per quanto riguarda sia la rilevanza penale che le sanzioni amministrative. Viene proposta la depenalizzazione della coltivazione e l’eliminazione del carcere per qualsiasi condotta illecita relativa alla cannabis, tranne per l’associazione finalizzata al traffico illecito. Sul piano amministrativo vuole eliminare la sanzione della sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori, attualmente prevista per tutte le condotte finalizzate all’uso personale di qualsiasi sostanza stupefacente o psicotropa.