Red Hot Chili Peppers, in lavorazione il biopic sul frontman Anthony Kiedis

Fabrizio Grasso
18/01/2024

Il film si baserà su Scar Tissue, autobiografia che lo stesso cantante scrisse nel 2004. Dal difficile rapporto con il padre alla dipendenza da droga e pornografia, passando per il successo della band, un racconto a tutto tondo della rockstar.

Red Hot Chili Peppers, in lavorazione il biopic sul frontman Anthony Kiedis

Universal Pictures al lavoro sul biopic di Anthony Kiedis, frontman e co-fondatore dei Red Hot Chili Peppers. Attualmente in fase di sviluppo, il film adatterà Scar Tissue, autobiografia che il cantante scrisse e pubblicò nel 2004 in collaborazione con Larry Sloman. Il libro di memorie, che eredita il titolo da un omonimo brano della rockband presente nel disco Californication, racconta il periodo più difficile nella vita dell’artista, dalla sua nascita fino alla disintossicazione da droga e sesso grazie anche al successo musicale. Nel mezzo spazio per il difficile rapporto con il padre, che lo avrebbe indirizzato sulla via della dipendenza, l’amicizia con gli altri membri del gruppo e l’ascesa nella scena internazionale. Produttore sarà Brian Grazer, fondatore di Imagine Entertainment che ha realizzato, tra gli altri, 8 Mile con Eminem e il documentario Pavarotti.

 

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Il biopic di Anthony Kiedis tra famiglia, droga e musica

Originario di Grand Rapids, nel Michigan, dove nacque nel 1962, Anthony Kiedis è però cresciuto nella città di Los Angeles, dove si trasferì all’età di 12 anni. L’autobiografia Scar Tissue, tuttavia, parte ben prima raccontando l’incontro dei nonni, prima di passare al matrimonio dei genitori John Kiedis, attore e stuntuman noto anche con il nome d’arte di Blackie Hammett, e Peggy Noble. Gran parte del libro di memorie, che si propone l’obiettivo di svelare dettagli intimi e personali sulla rockstar, si concentra sul suo rapporto con il padre, spesso troppo libertino con il figlio. Sarebbe stato proprio John infatti ad avviare Anthony all’uso di sostanze stupefacenti e al mondo della prostituzione. Un mondo da cui il frontman dei Red Hot, che fondò solo nel 1983 assieme al batterista Jack Irons, al bassista Flea e al chitarrista Hillel Slovak, non uscì presto.

La vita di Anthony Kiedis diventa un film. Universal al lavoro su un biopic del frontman dei Red Hot Chili Peppers.
Flea e Anthony Kiedis dei Red Hot Chili Peppers in concerto (Getty Images).

«Ero dipendente dal sesso e dalla pornografia sul web», ha dichiarato Kiedis ai media americani nel 2007. «All’inizio ero restio verso la tecnologia ma, quando comprai un pc, scoprii Internet e i siti porno. Diventò per me un’ossessione collegarmi ogni giorno, tanto da non uscire più di casa». Fondamentale per la sua rinascita sarebbe stata la relazione con Heather Christie, madre di suo figlio Everly Bear. Oltre al sesso, la droga ha scandito molte giornate nella vita di Kiedis. Lo ha confermato anche il bassista Flea nella sua autobiografia, Acid for the Children, parlando di sostanze peggiori dell’eroina. «Imbrogliavamo i farmacisti per darci dare delle siringhe con cui iniettarci gli stupefacenti», ha scritto il musicista. Con loro anche John Frusciante, attuale chitarrista di Red Hot Chili Peppers.

Il successo con i Red Hot Chili Peppers fra 13 album e tour milionari

Dopo l’esordio nei primi Anni 80, Anthony Kiedis e i Red Hot Chili Peppers hanno ottenuto il successo a livello globale con l’album del 1991 Blood Sugar Sex Magik, contenenti i brani Give It Away e Under the Bridge. È tuttavia con Californication, rilasciato nel 1999, che scalarono le classifiche internazionali. All’interno le canzoni Scar Tissue, l’omonima title track e Otherside. La fama è proseguita anche con i dischi Stadium Arcadium, By the Way e il recente Return of the Dream Canteen, che ha debuttato nel 2022 al terzo posto nella classifica di Billboard. Nella Rock & Roll Hall of Fame dal 2012, con il tour del 2023 ha incassato circa 77 milioni di dollari (circa 70 milioni di euro) in tutto il mondo, vendendo quasi 700 mila biglietti.