Fuortes Apache

Giovanna Predoni
13/09/2021

Malumori in Rai. I conflitti di interesse nel cda sono un problema irrisolto, così come il rispetto per la parità di genere. Dopo quelle dell'ad, anche le prime nomine della presidente Soldi sono tutte maschili.

Fuortes Apache

Non finisce di destare malumore, dentro ma non meno fuori la Rai, l’infornata di nomine tutte al maschile compiuta dal neoamministratore delegato Carlo Fuortes. Sette nomine per sette uomini, questo il primo atto da parte di chi è stato chiamato dal governo Draghi a innovare e risanare la tivù pubblica dopo il triennio di finanza allegra firmato dalla precedente gestione di Marcello Foa e e Fabrizio Salini, voluti rispettivamente dalla Lega e dal Movimento 5 stelle.

Anche le prime nomine di Marinella Soldi sono uomini

Dopo cotanti maschi messi nelle posizioni di vertice si sperava che almeno la presidente, Marinella Soldi, riequilibrasse in direzione parità di genere. Aspettative deluse, perché l’ex demiurga di Discovery ha seguito le orme dell’ad nominando Nicola Claudio a suo capo staff e Paolo Morawski come suo ghost writer. Per vedere qualche donna in ruoli apicali bisognerà dunque attendere tempi migliori. Intanto continua a tenere banco, perché non risolto, il tema del conflitto d’interessi su cui ha sentito il bisogno di intervenire anche il presidente della Commissione di vigilanza Rai, il forzaitalico Alberto Barachini. Un tema che pare essere trasversale a quasi tutto il cda, a partire proprio dalla Soldi che è tuttora presidente della Fondazione Vodafone Italia. E se per quanto riguarda Fuortes il suo doppio ruolo di numero uno in Rai e sovrintendente dell’Opera di Roma si risolverà con l’elezione del nuovo sindaco della Capitale, cui spetta nominare chi guiderà il teatro, restano aperti i casi degli altri consiglieri. Francesca Bria, in quota Pd, ricopre un importante ruolo nel progetto Agorà organizzato dal partito. Igor De Biasio, targato Lega, è ceo di Arexpo, la società che gestisce le aree dove si svolse nel 2015 la manifestazione milanese. Simona Agnes, infine (quota Forza Italia-Gianni Letta), è l’organizzatrice di quel premio Agnes intitolato alla memoria del padre Biagio che la Rai, diventato una inutile e stucchevole passerella dove si premiano gli amici degli amici. Ed è anche l’ideatrice di Check Up, il remake della trasmissione sulla salute che fu uno dei programmi di maggior successo inventati dal padre, in onda su Rai Due. Sul cda poi Fuortes si muove con grande diffidenza, cercando di arginare la loquacità, soprattutto all’esterno, dei consiglieri. Che non sono titolati a parlae a nome della Rai, nè a partecipare a convegni su temi riguardanti viale Mazzini senza previa autorizzazione dell’ad. Del resto il soprannome che gli è stato affibbiato, Napoleone, vorrà pur dire qualcosa.

Perché la rai di Fuortes e Soldi parte in salita
Marinella Soldi, presidente Rai (da Dagospia).

La tivù pubblica tra conflitti di interesse e risanamento

Ma oltre al tema del conflitto c’è anche quello dei doppi incarichi, dirigenti cioè che svolgono più ruoli all’interno dell’azienda. Il nuovo capo staff di Fuortes, ad esempio, Giuseppe Pasciucco, ex cfo, è anche presidente di Rai Way. Inutile dire che il tema del conflitto di interessi è cruciale per chi, come il servizio pubblico, vorrebbe fare della trasparenza e dei comportamenti virtuosi un cavallo di battaglia. Lo stesso ministro per la Transizione digitale Vittorio Colao ha recentemente affermato durante un incontro alla festa  dell’Unità di Bologna che la Rai deve diventare come la Bbc, «una fornitrice di verità». Intanto, conflitti di interesse e parità di genere a parte, le prime nomine di Napoleone-Fuortes hanno fornito alcune chiare indicazioni, come nella scelta del direttore finanziario Nicola Brancadoro che dovrà districarsi nella selve dei conti e degli sprechi. Con un occhio alle relazioni la nomina di Pierluigi Colantoni a capo della comunicazione. Un creativo in ottimi rapporti con Goffredo Bettini, il teorico dell’alleanza tra Pd e Cinque stelle, e di Luigi Gubitosi gran capo di Tim. La sorella di Colantoni è una importante dirigente della Fox, nonché amica di lunga data della presidente Soldi. Il riferimento a Bettini non tragga in inganno. Fuortes si muove in totale autonomia, anche se gli esegeti della vicende Rai parlano di un suo allontanamento dall’asse Bettini-Franceschini-Nastasi (il potente segretario generale del Ministero della cultura) e di una maggiore attenzione a Paolo Gentiloni per il tramite dei buoni uffici di Luigi Zanda, ex capo dei senatori del Pd. Niente da segnalare ancora sulle nomine dei direttori di rete e delle testate. Ma qui il vero gioco inizierà con lo spostamento effettivo di Ludovico Di Meo nominato da Fuortes alla guida della tivù di San Marino. La ricerca del suo sostituto per la direzione di Rai2 e della direzione Cinema e serialità darà inizio alle danze.