Proteste No Green Pass di Trieste, rissa Cofferati-Borgonovo in tv

Redazione
18/10/2021

Duro scontro verbale tra l’ex segretario della Cgil e il vicedirettore de La Verità, ospiti a L’Aria che tira su La7.

Proteste No Green Pass di Trieste, rissa Cofferati-Borgonovo in tv

L’obbligo di Green Pass sul luogo di lavoro, entrato in vigore il 15 ottobre, continua a far discutere. E con esso anche lo sciopero dei portuali di Trieste, diventato guerriglia urbana per le strade della città giuliana, quando la polizia è intervenuta, con l’uso di idranti, per sgomberare i manifestanti. «Siamo di fronte all’ennesimo episodio di violenza palesemente di destra. La mascherina non la mettono però la faccia la nascondono. Di lavoratori non ce ne sono più in quella manifestazione: sono per lo più persone non meglio identificate, unite nella loro follia dall’opposizione verso il vaccino e verso il Green Pass», ha commentato Sergio Cofferati in diretta tv a La7, ospite de L’Aria che tira.

Cofferati-Borgonovo, l’inizio del botta e risposta

«Il Green Pass è uno stimolo per il vaccino, che salva le persone e chi le frequenta. Io non voglio essere infettato da uno che è contrario al Green Pass, ma in realtà usa questa sua contrarietà per non vaccinarsi», ha aggiunto l’ex segretario della Cgil, scatenando le reazione di Francesco Borgonovo, vicedirettore de La Verità, che ha chiesto: «Allora se la infetta uno che ha il Green Pass le va bene?», dando il via a un accesso botta e risposta.

Cofferati-Borgonovo, le inesattezze dette dal sindacalista

«Non diffonda cose che non hanno né capo né coda. Stia attento a quello che dice, ha un mestiere molto delicato», così Cofferati. La risposta di Borgonovo: «Risponda alla mia domanda allora. E non mi insegni a fare il mio mestiere». Di nuovo il sindacalista: «Se ha il Green Pass non può infettarmi perché è stato vaccinato. Ha capito?», affermazione errata, sulla quale è stato prontamente corretto da Borgonovo («Mi sa che non l’hanno informata bene»). A quel punto Cofferati ha “aggiustato” il tiro: «Se uno non ha il Green Pass è certo che mi infetterà, ok? Io questo non lo voglio», ha detto chiedendo poi a Borgonovo se fosse vaccinato. «Sono affari miei», la risposta.

Cofferati-Borgonovo, il giornalista: «Appena c’è un regime siete pronti a piegarvi»

«Complimenti, spero che i suoi collaboratori escano dal giornale fino a quando lei non si vaccina o non dimostra di essere stato vaccinato. Lei è pericoloso!», ha incalzato Cofferati. Al che Borgonovo ha risposto: «Io posso entrare nel mio luogo di lavoro se esibisco il Green Pass, capito? Come gli altri lavoratori. La certificazione verde non serve a rendere pubblica la vaccinazione». «Si vergogna di dire che è vaccinato?», ha domandato il sindacalista. La chiosa del vicedirettore de La Verità: «No, mi vergogno di quello che sta dicendo: ignora la realtà dei fatti e inveisce contro dei lavoratori che dovrebbe difendere, vista la sua storia. Tante chiacchiere sul fascismo, ma appena c’è un regime siete pronti a piegarvi».