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Rotterdam, notte di violenza contro le restrizioni anti-Covid

Almeno sette feriti e venti arresti, più numerose auto incendiate, nel corso delle proteste scatenate dalle nuove restrizioni imposte dal governo. Cosa è successo.

20 Novembre 2021 10:47 Redazione
Rotterdam, notte di violenza contro le nuove restrizioni anti-Covid. Ecco cosa è successo nella città olandese.

Almeno sette persone sono rimaste ferite negli scontri scoppiati tra manifestanti e polizia a Rotterdam, durante una protesta contro le restrizioni anti-Covid. Gli incidenti hanno investito il centro della città, con almeno quattro autovetture date alle fiamme e lancio di oggetti contro gli agenti, che hanno risposto con colpi di avvertimento: secondo i media olandesi, due persone sono state ferite proprio da spari della polizia. 20 le persone arrestate a seguito degli scontri.

Rotterdam, gli scontri con la polizia

Il ripristino del lockdown parziale ha scatenato grossi malumori nei Paesi Bassi: ieri sera, centinaia di persone si sono radunate nel centro di Rotterdam per protestare. In tanti, al grido “libertà” hanno fatto esplodere petardi e lanciato oggetti contro la polizia dispiegata in assetto antisommossa, che ha risposto prima utilizzando un cannone ad acqua per disperdere la folla e poi con colpi di avvertimento che, in circostanze ancora da chiarire, hanno provocato dei feriti, almeno due. In città sono stati appiccati diversi incendi: quattro le autovetture date alle fiamme nel centro della città, un mezzo dei quali sicuramente della polizia. Colpiti da oggetti anche i vigili del fuoco. I servizi ferroviari da e per Rotterdam sono stati sospesi fino a nuovo avviso a causa dei disordini, hanno annunciato le ferrovie olandesi.

Rotterdam, il motivo degli scontri

«La polizia è stata pesantemente attaccata dai rivoltosi in diverse occasioni», ha dichiarato il sindaco Ahmed Aboutaleb, comunicando il numero degli arresti, 20, «ma ha ripreso il controllo del centro della città». Così il presidente del sindacato dei poliziotti, Gerrit van de Kamp: «Dovremo indagare su cosa è successo esattamente qui. Ma è chiaro che il limite è stato raggiunto. Non si può continuare su questa strada. Da tempo diciamo che questo non è più possibile». L’Olanda è stato il primo Paese europeo ad aver ripristinato un lockdown parziale, dopo che i contagi da Covid sono saliti a livelli record. Dal 13 novembre bar e ristoranti devono chiudere alle 20, mentre i negozi non essenziali alle 18. Le misure sono in vigore da una settimana e dureranno per almeno altre due. La manifestazione di ieri sera era stata indetta in segno di protesta contro i piani del governo, intenzionato a introdurre una nuova stretta che prevede un lockdown per i non vaccinati.

Da Rotterdam a Vienna, oggi attese proteste in Austria

Lockdown per i non vaccinati che ha avuto vita breve in Austria: Vienna ha deciso di varare infatti tre settimane di lockdown generalizzato e, in più, di rendere il vaccino obbligatorio dall’1 febbraio 2022. Eventi di protesta sono stati indetti per oggi in tutto il Paese: nella capitale sono attese in piazza diverse migliaia di persone per la manifestazione organizzata dal partito di estrema destra Fpoe, il cui leader Hebert Kickl, che attualmente è contagiato dal Covid, afferma che l’Austria starebbe scivolando verso la dittatura. La polizia ha previsto un massiccio dispiegamento di forze, con 1300 agenti a Vienna che garantiranno l’ordine ed il rispetto delle misure di sicurezza anti Covid, come l’obbligo di indossare mascherine Ffp2. Il lockdown che inizierà domani si dovrebbe concludere per i vaccinati al massimo il 13 dicembre, mentre le altre restrizioni continueranno per i non vaccinati.

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