No green pass, polizia sgombera il presidio nel porto di Genova

Redazione
21/10/2021

Dopo sette giorni di proteste, non si sono registrate tensioni particolari. Fermato un cittadino francese

No green pass, polizia sgombera il presidio nel porto di Genova

È stato sgomberato questa mattina dalla polizia il presidio dei no green pass al varco Etiopia del porto di Genova. Lo sgombero è avvenuto senza incidenti dopo 7 giorni consecutivi di proteste. Al momento dell’arrivo della polizia, al presidio erano presenti una ventina di manifestanti, tra attivisti no green pass e lavoratori portuali, che avevano trascorso la notte nell’area allestita con gazebo, tende e brande nei pressi del varco.

Sgombero al porto di Genova: fermato un cittadino francese

Durante le operazioni di sgombero, che si sono svolte pacificamente, si è registrato solo un piccolo momento di tensione con un cittadino francese, che è stato fermato dalla polizia e accompagnato in questura per resistenza a pubblico ufficiale.

Porto di Genova: i motivi della protesta

Dalle prime ore della mattina di venerdì 15 ottobre, a Genova circa 60 lavoratori portuali hanno dato vita a un presidio pacifico davanti ai cancelli del terminal Psa di Prà. Tra gli slogan gridati ed esposti sugli striscioni dei manifestanti si poteva leggere e sentire “No Green Pass” e “Basta ricatti”. Diversamente da quanto avvenuto a Trieste, i lavoratori dell’hub ligure non hanno bloccato gli accessi, evitando che si creassero lunghe file di camion in attesa. Nel quartiere di Sampierdarena, invece, il presidio di lavoratori portuali aderenti al sindacato Usb aveva bloccato le operazioni portuali al varco di ponte Etiopia, dove oggi è avvenuto lo sgombero, rendendo di fatto nulla l’operatività dello scalo.

No Green pass: gli scontri a Trieste

Diversa la situazione a Trieste, dove nei giorni scorsi si è registrata una vera e propria battaglia in città. Il 18 ottobre ci sono stati momenti di tensione sul Viale Campi Elisi, dove è andata in scena una vera e propria guerriglia urbana con lancio di vetri e lacrimogeni tra manifestanti e Forze dell’Ordine. Le proteste sono, quindi, proseguite fino a Largo Irneri, quindi a Campo Marzio e le Rive di Trieste.