I guasta ferie di questa folle campagna elettorale balneare

Lia Celi
02/08/2022

Le prime ferie quasi normali dopo due anni di pandemia saranno funestate dalla campagna balneare. Tra Calenda e Renzi, due Gassman per un Sorpasso, e Salvini sudato e mangia salsicce, al Pd non resta che affidarsi al potere delle crescentine.

I guasta ferie di questa folle campagna elettorale balneare

Molti, fra cui chi scrive, non ci credevano. Elezioni politiche in autunno, figurarsi, mai successo a memoria di italiano. Referendum, turni di Amministrative, voti di piccolo e medio calibro, certo, ma le Politiche? Non scherziamo. E invece Mattarella ha servito ai partiti, specialmente a quelli che da mesi usavano al posto del collutorio il ritornello «corriamo alle urne, facciamo decidere gli italiani», la meritata e beffarda nemesi: elezioni poco dopo l’equinozio d’autunno, ma meteorologicamente ancora in estate. Anziché un comodo governo balneare moscio come un canotto tenuto troppo in cabina, una campagna elettorale balneare, da organizzare su due piedi nelle settimane più canicolari degli ultimi 100 anni, quando la televisione vive di Techetecheté e di centoni delle peggio trasmissioni dell’annata precedente, e la maggior parte degli elettori – e, in anni normali, dei politici, dei giornalisti e dei tenutari e tenutarie dei salotti tivù – è in ferie.

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Matteo Salvini (da Fb).

Nelle prime ferie quasi normali dopo due anni mancava solo la campagna elettorale

Oltretutto, le prime ferie quasi normali dopo due anni di rinunce dovute alla pandemia, lungamente aspettate e pregustate. Hanno voluto la bicicletta e hanno ricevuto un pedalò, ma il risultato non cambia: sotto questo sole devono pedalare, anche «se c’è da sudare» e «neanche da bere», come nella vecchia canzone di Baccini e del tizio dei Ladri di biciclette il cui nome si ricorda un certo con sforzo (Paolo Belli: ci ho messo un po’ ma alla fine è venuto), ma che resterà sempre più inciso nella storia di quello di parecchi deputati M5s che il 25 settembre vedranno chiudersi la loro avventura parlamentare.

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Carlo Calenda (da Instagram).

Calenda e Renzi, due Gassman per un Sorpasso

Dove si fa una campagna elettorale balneare? On the beach, ovviamente. Ed ecco i leader del centrodestra, Salvini, Meloni e Tajani, più i dioscuri dell’ego-centrismo Calenda e Renzi, accorrere al Caffè della Versiliana, tradizionale luogo di eventi culturali e sonnacchiose presentazioni di libri di fronte a un pubblico composto, abbiente e attempato. I luoghi che nella Belle Epoque videro Gabriele d’Annunzio cavalcare nudo al fianco dell’amante Alessandra di Rudinì mentre la pioggia crepitava sulle tamerici salmastre e arse ospiteranno le intemerate di chi esalta la famiglia tradizionale e si vanta di sudare e mangiare salsicce, spacciando la favola bella che ieri illuse e oggi illude un po’ meno, quella di un’Italia tutta bianca e cristiana, con le culle piene e le biblioteche vuote. Più azzeccata la Versilia come location per le scorribande di Calenda e Renzi: sembra una versione riveduta e corretta del Sorpasso in cui ci sono solo due Gassman che fanno gli spacconi al volante di due Lancia Aurelia e finiscono per investire entrambi il povero Trintignant. Un ruolo nel quale è difficile non vedere il povero Enrico Letta, il «front runner» che non suda mai, coinvolto in una gara podistica in cui i cattivi hanno manomesso i segnali stradali per mandarlo a finire sulla pista di un autodromo durante un Gran Premio.

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Matteo Renzi (da Instagram).

Si spera nel potere delle crescentine del Pd, volantinaggio più efficace di quello cartaceo

Ma, piaccia o non piaccia, se c’è un partito che può mobilitarsi a Ferragosto per fare campagna elettorale, specie se si tratta di salvare l’Italia dalle destre, è proprio il Pd (per dire, il padre di chi scrive, 83enne e convalescente, ha chiamato alle armi via sms i nipoti, ricordando che lui da bambino, in occasione delle elezioni del 1948, andava a strappare i manifesti degli avversari del Fronte popolare, e che ora tocca a loro combattere contro le forze della reazione in agguato). Il fervore dal basso, in cui le crescentine sono una forma di volantinaggio più efficace di quella cartacea, si concentra lungo la via Emilia, e solo in alcuni tratti, ma fa sempre una certa impressione. Si spera che la gravità dell’ora estorca ai politici dem invitati ai dibattiti nelle feste di partito un’oratoria più veemente ed efficace di quella sentita finora. Anche perché, dopo la fine del “campo largo”, gli eventi politici delle feste piddine non potranno più contare sui cameo di qualche stand-up-politician pentastellato.

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Enrico Letta a Pisa (da Instagram).

Il villeggiante dovrà rassegnarsi a questi nuovi ambulanti da spiaggia

La vera incognita è se gli italiani accetteranno di farsi guastare le ferie da gente che non fa altro che ricordargli tutto quello che, almeno per qualche giorno, vorrebbero dimenticare. Il villeggiante del 2022 dovrà rassegnarsi a questa nuova specie di ambulanti da spiaggia, italianissimi e privilegiati, che abbordano i bagnanti sotto l’ombrellone per vendere previsioni catastrofiche o promesse mirabolanti in cambio di un voto. E la sera, aprendo i social, anziché le foto zozze del solito stalker incrociato al bar della spiaggia, l’italiana in vacanza troverà i messaggi di 10 leader di partito che le giurano di avere tanto a cuore le donne come lei e la invitano a questo o quell’evento per farsi conoscere meglio. Forse erano più oneste le foto zozze.