Politica

Retroscena, potere, analisi e protagonisti: la politica letta attraverso la lente di Tag43.

Una settimana senza intese ha portato alla conferma al Colle di Sergio Mattarella, Cisnetto ne discute su War Room
Quirinale, il tempo dei bilanci
L'elezione di Sergio Mattarella ha confermato l'incapacità dei partiti di accordarsi su un nome nuovo. Archiviata la corsa al Colle è tempo di guardare al futuro. Se discute a War Room con Francesco Clementi, Giovanni Orsina e Massimiliano Panarari
Il premier aveva fatto sapere che in caso di elezione di Pier Ferdinando Casini al Quirinale lui si sarebbe dimesso dal governo.
Quel veto su Casini
Saputo della sua candidatura al Quirinale, Draghi è stato perentorio: se passa l'ex presidente della Camera io mi dimetto dalla guida del governo. Per evitare accadesse si è mosso facendo da king maker alla riconferma di Mattarella.
Dalla pandemia al Pnrr, passando per i problemi legati all'instabilità interna: quali sono le sfide che è chiamato ad affrontare l'esecutivo
Il governo del nostro scontento
Il bis di Mattarella chiude il capitolo Quirinale. Ma all'orizzonte ci sono nuove sfide: bisogna sconfiggere la pandemia, dare attuazione al Pnrr e superare l'instabilità interna. Mentre Giorgetti minaccia di dimettersi dall'esecutivo ed è già partita la campagna elettorale per le amministrative.
mattarella nuovo presidente della repubblica
È stata la mano di io
Termina con un bis la corsa al Quirinale. Mattarella è eletto con 759 voti dopo giornate caotiche segnate dall'incapacità dei leader di trovare un nome condiviso. Ma da Letta a Conte, da Renzi a Salvini ciascuno si intesta un successo non suo.
la corsa al Colle e la sconfitta dei leader di partito
Leadershit
L'eventuale Mattarella bis sarà anche una soluzione rassicurante, ma inchioda l'Italia alla condizione emergenziale. E soprattutto sancisce l'inconsistenza dei capi-partito.
il fallimento dei leader di partito e la rivincita del parlamento
Basso profilo
La corsa al Colle ha sancito il fallimento dei leader di partito incapaci di controllare le proprie truppe. Il parlamento ha così riacquistato il suo primato e, voto dopo voto, sta forzando i capi a convergere sulla candidatura di Sergio Mattarella.