Politica

Retroscena, potere, analisi e protagonisti: la politica letta attraverso la lente di Tag43.

Le lobby da sempre vicine alla destra ma tradite dal governo Meloni
Che Dio tassista
I taxi lasciati al loro destino, tra caro carburante e obbligo del Pos rimasto. I benzinai accusati di essere speculatori e protagonisti dell'ultimo sciopero. I balneari irritati dalla cautela sul rinnovo delle concessioni. E i professionisti delusi dalla riforma dell’equo compenso. Tutte le lobby tradite dalla Meloni.
Perché il problema di Giorgia Meloni è il suo governo
Destra e ammanca
Il caso Nordio con l'asse tra Berlusconi e Terzo Polo. Le uscite infelici di alcuni ministri ed esponenti di FdI. La battaglia sui balneari e il pressing di Salvini. La rottura pubblica con Rampelli. La verità è che il maggior ostacolo per Giorgia Meloni è il suo esecutivo.
La rete della Bocconi, tra equilibri interni e la tregua armata tra Monti e Draghi
Trinità dei Monti
Più attenzione al sociale e capacità di fare rete. La Bocconi sta cercando di accreditarsi come centro d'influenza. Come dimostrano l'arrivo ai vertici di Sironi e Billari, Verona alla guida dell'Human Technopole, e il ritorno in cattedra di Giavazzi, che segna una tregua armata tra i due Mario: il professore in Loden e Draghi.
Ucraina, dimissioni e sospetti: la fragilità del cerchio magico di Zelensky
Un colpo al cerchio
La cacciata del fedelissimo Arestovich. Poi i casi di corruzione alla Difesa e alle Infrastrutture. Quindi le dimissioni del vice capo dell’ufficio presidenziale Tymoshenko, del vice procuratore generale Symonenko e di quattro viceministri. L'inner circle di Zelensky sta perdendo pezzi. E non da oggi.
Csm, la partita su Romboli (Pd) e un'elezione controversa
Romboli di tuono
L'uomo proposto dal Pd potrebbe spuntarla nella nomina a vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. Sfruttando i voti dei due membri di garanzia, di area progressista. Che però per prassi dovrebbero astenersi. Così verrebbe beffato il candidato leghista Pinelli. E trionferebbero di nuovo le correnti.
Pd, tutti contro il Jobs act: Renzi solito nemico comune
Jobs Achtung
Bonaccini (più tiepido) e soprattutto Schlein, Cuperlo e De Micheli: ogni candidato alla segreteria Pd bolla come un errore la riforma del lavoro renziana e vuole superarla. Persino Orlando, che è stato ministro con Renzi. Ma perché non farlo quando si era al governo? L'ennesima strategia della scelta di un nemico politico.