Placido Domingo all’Arena di Verona: la protesta di sindacati e femministe

Debora Faravelli
30/08/2022

Sentitasi abbandonata a se stessa, l'orchestra si è anche rifiutata di alzarsi in piedi per prendere gli applausi. 

Placido Domingo all’Arena di Verona: la protesta di sindacati e femministe

É polemica per la presenza di Placido Domingo all’Arena di Verona in occasione del Verdi Opera Night, che l’ha visto protagonista il 25 agosto, e della Turandot da lui diretta la sera successiva. Il Sindacato Lavoratori della Comunicazione della Cgil di Verona ha scritto una lettera di protesta alla Fondazione Arena definendo «pessimo» il risultato dei due eventi.

Placido Domingo all’arena di Verona: è polemica

Al centro del dibattito vi è la qualità degli spettacoli che, secondo il SLC, è stata talmente bassa da portare le maestranze coinvolte ad una protesta prima silente e poi rumorosa. Gli stessi artisti del coro, i professori d’orchestra e i tecnici di palcoscenico, ha accusato il sindacato, «avevano subito capito che Domingo non era all’altezza della sua fama e del compito affidatogli». In particolare, nella Turandot tutte le maestranze si sono sentite abbandonate a loro stesse in più di un’occasione tanto che, al termine dello spettacolo, si sono anche rifiutate di alzarsi in piedi al consueto segno del direttore che le invitava a prendere gli applausi.

«Molti professori d’orchestra e artisti del coro non hanno dubbi: quella del 26 è stata una delle serate più umilianti per tutto il settore artistico», si legge ancora nella lettera. Di qui la richiesta che la direzione artistica ripensi all’organizzazione del Gala Domingo 2023, se non annullandolo almeno organizzandolo come tributo senza che lui ne sia principale protagonista. Anche, ha concluso, alla luce degli scandali che l’hanno riguardato negli ultimi anni.

La lettera delle associazioni femministe

Sono stati proprio questi ultimi a spingere anche le associazioni femministe a lamentarsi per la scelta di aprire le porte dell’Arena al tenore spagnolo. In una lettera aperta al neo-sindaco della città Damiano Tommasi, hanno infatti espresso stupore e costernazione per aver permesso l’esibizione di un uomo «messo sotto accusa per molestie sessuali nel 2019 e accusato ora di far parte di una setta che riduce le donne a schiave sessuali sotto l’influenza di un sedicente guru e maestro di yoga».

Lungi dal volerlo condannare prima della conclusione delle indagini e al posto della magistratura competente, le associazioni si sono rammaricate «di una scelta a dir poco incomprensibile e grottesca da parte della Fondazione Arena» Di qui la loro richiesta di una maggior attenzione, nell’invitare gli ospiti, non solo alla perizia artistica ma anche alla persona.