Da Casini a Tabacci, i veterani che non mollano l’osso in parlamento

Stefano Iannaccone
14/08/2022

Casini, 67 anni, punta all'11esima legislatura. La 74enne Bonino è eletta dal 1976. Bossi potrebbe candidarsi a 81 anni, La Russa c'è dai tempi del Msi, Tabacci è uscito indenne da Tangentopoli. Tutti i "dinosauri" che cercano spazio pure ora che i posti si sono ridotti a 600.

Da Casini a Tabacci, i veterani che non mollano l’osso in parlamento

Alle spalle ha già 10 legislature, l’ultima agli sgoccioli, in vista delle prossime elezioni. Ma Pier Ferdinando Casini, a oggi, non sembra intenzionato a lasciare il ruolo di veterano del parlamento italiano. Certo, non ha chiesto a nessuno la candidatura. Questione di stile, dopo tanta esperienza accumulata. Solo che, a differenza di altri, non ha annunciato la decisione di non correre il 25 settembre. Attende un segnale per provare a iniziare la sua 11esima esperienza da parlamentare. Casini, 67 anni il prossimo dicembre, ha messo piede per la prima volta alla Camera nella nona legislatura, iniziata nel luglio del 1983. All’epoca era un giovane esponente, di appena 28 anni, della Democrazia cristiana. Di lì a qualche mese sarebbe nato il primo governo Craxi. Da allora Casini ha visto cambiare l’Italia, con il ciclone di Tangentopoli che ha travolto il sistema partitico, riuscendo a ritagliarsi uno spazio importante. Dal 2001 al 2006, ha ricoperto l’incarico di presidente della Camera. Nelle ultime due legislature è stato invece eletto al Senato.

Da Casini a Tabacci, i veterani che non mollano l'osso in parlamento
Pier Ferdinando Casini nel 2005. (Getty)

Emma Bonino, storica leader radicale eletta dal 1976

Ma come Casini ci sono altri veterani o, nell’accezione più cattiva, dinosauri del parlamento, che finora hanno lasciato intendere di volersi candidare. O, comunque, non hanno espresso la volontà di ritirarsi dalle istituzioni, come hanno fatto Pier Luigi Bersani e tanti altri. Tra questi c’è Emma Bonino (74 anni compiuti a marzo), storica leader radicale e oggi con +Europa, che è entrata a Montecitorio anche prima di Casini: era la settima legislatura della Repubblica, iniziata nel 1976, quella del compromesso storico e della solidarietà nazionale, ma che lei ha interrotto rassegnando le dimissioni a dicembre del 1978, pochi mesi prima della fine (anticipata) di quella legislatura. Successivamente è sempre stata eletta fino alla 12esima legislatura, iniziata nel 1994 e terminata nel 1996, quando era nel gruppo di Forza Italia. Dopo quella fase ha vissuto un periodo di lontananza dal parlamento italiano, avendo preferito il seggio all’Europarlamento. Il rientro c’è stato qualche anno dopo, nella 15esima legislatura (2008-2013).

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Emma Bonino durante la campagna elettorale del 2006. (Getty)

Umberto Bossi, 81 anni: non è esclusa la sua candidatura

Umberto Bossi, 81 anni a settembre, è un altro papabile al ritorno al Senato, dove ha messo piede per la prima volta nel 1987, nella decima legislatura. Nel 2004 ha vissuto la parentesi andò all’Europarlamento, dove è rimasto fino al 2008, quando è stato rieletto con la Lega alla Camera. Nonostante le precarie condizioni di salute, non è stata esclusa la sua candidatura. Un altro esponente storico del Carroccio è Roberto Calderoli (66 anni) che ha esordito a Montecitorio nel 1992, nell’11esima legislatura. Da allora non ha mai più saltato in giro.

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Umberto Bossi con Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi nel 2002. (Getty)

La Russa e Gasparri non mollano, Giorgetti in forse

Destino condiviso con Ignazio La Russa (75 anni), altro volto noto del centrodestra, che sempre nel ‘92 fu eletto con l’allora Movimento sociale italiano (Msi), vivendo in prima persona tutta la trafila dei cambiamenti nei partiti di destra, da Alleanza nazionale fino a Fratelli d’Italia. L’unica differenza con Maurizio Gasparri (66 anni) è che quest’ultimo nel tempo ha preferito aderire a Forza Italia, restando al fianco di Silvio Berlusconi. Ma come l’ex collega di partito è onorevole fin dal ’92. Giancarlo Giorgetti (56 anni a dicembre) è un altro veterano del Transatlantico: lo frequenta dal 1996, anno della prima elezione con la Lega, completando sei legislature. Il ministro dello Sviluppo economico pare recalcitrante rispetto alla proposta di una candidatura. Ma al momento non ha comunicato la decisione ufficiale di una rinuncia.

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Ignazio La Russa nel 2008. (Getty)

Tabacci c’è dal 1992: ora si è riciclato con Di Maio

Il vizio di non mollare il seggio, comunque, è trasversale. Bruno Tabacci (76 anni), fresco di fondazione del progetto Impegno civico con Luigi Di Maio, ha un cursus honorum niente male, con sei legislature alle spalle. Il battesimo istituzionale risale, anche per lui, dal ’92. Tuttavia, dal 1994 al 2001 è stato fuori dai Palazzi, nell’attesa dell’assoluzione, poi arrivata, da procedimenti penali legati a Tangentopoli. Nel successivo ventennio ha sempre ottenuto uno scranno a Montecitorio. Anche Piero Fassino (73 anni a ottobre) ha completato già sei legislature. La prima elezione è datata 1994 con un solo buco, nella 17esima legislatura (quella scorsa), quando è stato sindaco di Torino. Dai rumor è destinato a prolungare la serie.

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Bruno Tabacci con Pier Luigi Bersani. (Getty)

Sei legislature per Schifani, una in più di Sgarbi

A quota sei giri in parlamento c’è anche l’ex presidente del Senato, Renato Schifani, uno in più di Vittorio Sgarbi (70 anni), che in parlamento è entrato e uscito a intermittenza (l’ingresso risale al ’92). Il ministro della Cultura, Dario Franceschini (64 anni) è invece deputato da cinque legislature, la prima volta a Montecitorio è stata il 2001: per lui la sesta esperienza è data per scontata. Numeri uguali, seppure con un percorso politico diverso, per Maurizio Lupi (63 anni a ottobre), che ha da poco presentato un altro progetto, Italia al centro, con Giovanni Toti, per provare a conquistare la permanenza in parlamento. Nelle fila della lista c’è l’ex berlusconiano di ferro, il senatore Paolo Romani (75 anni a settembre), che sta concludendo la settima legislatura, studiando la strategia per arrivare all’ottava.

Da Casini a Tabacci, i veterani che non mollano l'osso in parlamento
Renato Schifani. (Getty)

L’esperienza di Fontana, Rotondi e Foti

Anche l’attuale deputato-questore di Forza Italia, Gregorio Fontana (58 anni), vanta un’ottima conoscenza del Transatlantico, apprestandosi a terminare la quinta legislatura, e lo stesso vale per Gianfranco Rotondi (62 anni), fondatore di “Verde è popolare”, un soggetto ambientalista moderato, che si riconosce nel centrodestra. Di recente ha dichiarato di attendere la proposta di una ricandidatura, che già gli avrebbero presentato qualche settimana addietro. Stesse cifre per un volto meno noto di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti (62 anni), che è stato eletto per la prima volta nel 1996 con Alleanza nazionale, ripetendo l’esperienza per quattro volte. Poi ha saltato un giro ed è rientrato a Montecitorio nel 2018. Facile pronosticare il sesto giro.

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Paola Binetti stringe la mano a Romano Prodi nel 2007. (Getty)

L’ultracattolica Binetti ci vuole riprovare

Chi, poi, chi punta a vivere la sua quinta legislatura è l’attuale senatrice dell’Udc, l’ultracattolica Paola Binetti (79 anni), dal 2006 sempre parlamentare, passando tra vari partiti: all’inizio era nell’Ulivo. Pochi giorni fa ha espressamente dichiarato di volerci riprovare. Un obiettivo uguale a quello del compagno di partito, Antonio De Poli (61 anni in autunno), e a quello del fedelissimo di Letta, Antonio Misiani (54 anni a settembre), attuale responsabile economico della segreteria del Pd. Sulla stessa lunghezza d’onda, in termini di mandati esercitati, altre due parlamentari note del centrodestra: Daniela Santanchè (61 anni), eletta per la prima volta nel 2001, pronta ad allungare la permanenza nelle Istituzioni con la presenza nelle liste di Fdi, e Laura Ravetto (51 anni), passata con la Lega. Nel segno dei veterani che non vogliono mollare l’osso, anche con il parlamento ridotto a 600 posti.