Da Merano a Napoli: I 5 parchi da non perdere in primavera

Stefania Romani
20/03/2022

Da Merano a Firenze, da Napoli ad Agrigento la guida dei giardini italiani da visitare. Tra piante sul punto di sbocciare, richiami storici e forme geometriche, le aree verdi che in primavera sfoggiano il loro aspetto migliore.

Da Merano a Napoli: I 5 parchi da non perdere in primavera

Le mille nuance e gli aromi dei fiori che sbocciando rendono il periodo primaverile ideale per una visita fra i parchi storici più suggestivi del nostro Paese. Questi alle radure di stampo romantico alternano angoli di macchia mediterranea, orti officinali e il gusto rinascimentale per giochi geometrici e fughe prospettiche. Tag43 ha selezionato cinque mete che da Nord a Sud nascondono scorci deliziosi e ben curati, nei quali perdersi con tutta la famiglia nei week end di marzo.

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I 5 parchi da non perdere in primavera

1 – Merano, le fioriture nei giardini di Castel Trauttmansdorff

A Merano, centro termale che si snoda fra la Val Venosta, la Val Passiria e la Val d’Adige, la primavera porta un trionfo di colori e profumi. Si possono ammirare nei giardini intitolati a Sissi, all’interno della tenuta che abbraccia Castel Trauttmansdorff. L’imperatrice, che sceglieva la località in provincia di Bolzano per lunghe vacanze, amava osservare le innumerevoli specie vegetali dalle sale del maniero e dalla terrazza esposta al sole. Le piaceva anche passeggiare lungo i sentieri, con le dame di compagnia, accanto a tulipani, narcisi, giacinti. Gli spunti di visita? Sono da vedere gli alpaca e le pecore Zackel, il ponte delle avventure, che taglia un bosco di ontani, dando la sensazione del vuoto sotto i piedi, il Regno sotterraneo delle piante, l’area giapponese e quella dedicata alle felci, le prime piante ad aver abitato il nostro pianeta. www.trauttmansdorff.it

I 5 parchi da non perdere in primavera
I giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano (foto Karlheinz Sollbauer)

2 – Isole Borromee, tra glicini e magnolie

Anche le Isole Borromee, nel lago Maggiore, sono in piena fioritura. Chi ama lo stile romantico non può perdere le passeggiate all’isola Madre, fra pergolati di glicine, varietà di rose e scorci di impronta esotica che hanno stregato Flaubert. Gli amanti del 500 possono, invece, lasciarsi incantare dall’isola Bella, con i sentieri tra le magnolie. Il verde di impronta rinascimentale si sviluppa attorno a una struttura a gradoni, con prati che si alternano a statue, balaustre, fontane, fra le quali passeggiano i pavoni bianchi, anche in presenza dei visitatori. E sulla costa del lago merita una sosta anche Angera, per la rocca attorno alla quale è stato ricreato un orto medievale con piante officinali. www.isoleborromee.it

I 5 parchi da non perdere in primavera
I giardini dell’Isola Madre (foto ad uso stampa)

3 – Firenze, una passeggiata al Giardino di Boboli

Nato come parco granducale alle spalle di Palazzo Pitti per volere dei Medici, il Giardino di Boboli a Firenze ha fatto scuola in parecchie corti europee come modello all’italiana: le distese suddivise in maniera geometrica si arricchiscono con le fontane del Nettuno e dell’Oceano, le sculture antiche e grotte come quella firmata da Bernardo Buontalenti. Le casate successive, dai Lorena ai Savoia, hanno ampliato il polmone verde che oggi arriva fino al Belvedere. Fra le chicche di Boboli, il padiglione settecentesco della Kaffeehaus, che domina una parte terrazzata ed è uno fra i pochi esempi di Rococò in tutta la Toscana, e la Limonaia, un classico di fine XVIII secolo. www.uffizi.it/giardino-boboli

I 5 parchi da non perdere in primavera
Giardino di Boboli (foto ad uso stampa)

4 – Napoli, la lunga storia dell’orto botanico

Risale al primo Ottocento, quando la città era sotto la dominazione francese, la nascita dell’Orto botanico di Napoli, che si poneva l’obiettivo di istruire il pubblico, moltiplicare le spezie utili alla salute, all’agricoltura e all’industria. Nell’area adiacente all’Albergo dei Poveri fu progettata la struttura con sentieri regolari, a formare una sorta di reticolo nel verde. Oggi, che fa capo all’Università, l’istituzione partenopea conta zone destinate a palmeto, agrumeto, macchia mediterranea e “deserto” su 12 ettari di superficie, ideali per una visita con tutta la famiglia. E continua a portare avanti la vocazione originaria alla ricerca, alla didattica e alla tutela. www.ortobotanico.unina.it

5 – Agrigento, le meraviglie del Giardino della Kolymbethra

Nella valle dei templi di Agrigento, il Giardino della Kolymbethra racconta 2500 anni di storia, quelli di Akragas, la colonia della Magna Grecia che con i suoi resti ha affascinato scrittori, poeti, romanzieri impegnati nel Grand Tour. Tutelato dal Fai, il Fondo Ambiente Italiano, lo scorcio antico profuma di ulivi, mandorli, agrumi, rosmarino e piante caratteristiche della macchia Mediterranea. Nel V secolo a.C., il tiranno Terone, per portare acqua alla città, fece costruire una rete di gallerie che confluiva nella vasca di Kolymbethra, presto diventata un riferimento per cigni e volatili, grazie alla presenza di pesci. Oggi questo angolo vanta anche i nuovi percorsi di visita degli ipogei, gallerie sotterranee interessanti dal punto di vista archeologico, che si aggiungono agli splendidi resti del tempio di Castore e Polluce. fondoambiente.it

I 5 parchi da non perdere in primavera
Giardino della Kolymbethra (foto Maurizio Sbrozzi)