Non becca d’ingegno

Redazione
13/09/2021

Il pappagallo Bruce è rimasto vittima di una trappola per parassiti quando era ancora cucciolo. Da allora ha ovviato alla disabilità con strumenti alternativi. Usa ciottoli per pulirsi le piume e rompe i gusci degli alimenti schiacciandoli contro le pareti.

Non becca d’ingegno

Più forte delle avversità. È la storia del pappagallo neozelandese Bruce che nonostante abbia perso una parte del becco nel 2013 è riuscito ad ovviare alle difficoltà mostrando una capacità di adattamento senza pari. Se è vero infatti che i pappagalli amano la cura del corpo, quanto emerge da una ricerca pubblicata di recente su Scientific Reports lascia davvero di stucco. Un esemplare di razza Kea, la più intelligente specie di uccelli sul pianeta, ha ovviato alla perdita di una parte del becco usando piccoli ciottoli per pulirsi le piume. Ma c’è di più perché le azioni deriverebbero esclusivamente dall’istinto e non sarebbero il prodotto di un alcuna emulazione. Bruce, ancora cucciolo, nel 2013 era incappato suo malgrado in una trappola per parassiti che lo ha costretto da allora a convivere con la grave disabilità.

Per i pappagalli Kea gesti simili sono una novità

«I Kea non fanno regolarmente uso di strumenti esterni», ha detto al Guardian Amalia Bastos, dottoranda di psicologia presso l’Università di Auckland, che da anni studia questi particolari uccelli. «L’esempio di Bruce in risposta alla sua disabilità mostra una grande flessibilità nella loro intelligenza. Questi uccelli sono in grado di adattarsi e risolvere i problemi man mano che essi si presentano». A notare per primi questa ingegnosa trovata erano stati i custodi della Willowbank Wildlife Reserve a Christchurch, area che ospita l’animale, nel 2019. «Dovevo dimostrare che si trattava di un gesto intenzionale», ha continuato Bastos, motivando le ragioni che l’hanno spinta ad indagare su Bruce. La ricerca ha impegnato nove giorni con cinque sessioni di osservazione, che hanno portato a conclusioni davvero sensazionali. Nel 90 per cento dei casi, il pappagallo ha raccolto un sassolino da terra, usandolo come strumento di tolettatura. In tali situazioni, il 95 per cento delle volte ha lasciato cadere il ciottolo per sostituirlo con un altro più adatto alle sue necessità, mostrando un processo di selezione accurato e meticoloso. Bruce si è anche dimostrato l’unico esemplare della riserva capace di usare i sassolini.

Un comportamento coerente e ripetuto

«Poiché il comportamento di Bruce è coerente e ripetuto, è considerato intenzionale e innovativo», ha affermato la dottoressa Bastos. Le sorprese però non si fermano qui. Il Kea ha infatti escogitato un modo per mangiare, oltre agli alimenti morbidi forniti dai custodi, anche una serie di cibi più duri premendoli contro oggetti più resistenti. «Se gli viene offerta una carota, la spinge contro un duro pezzo di metallo o roccia, raschiando con il becco inferiore», ha concluso la ricercatrice. «Ancora una volta si tratta di un atteggiamento non riscontrato nei suoi simili».

Secondo gli esperti, l’intelligenza dei Kea potrebbe derivare da due ragioni. La prima, condivisa anche da Bastos, è riferita alla loro nota socialità, mentre la seconda indica un rapporto con i rigidi ambienti montuosi, che li hanno spinti a sviluppare le loro capacità di adattamento. Secondo il Dipartimento della Conservazione della Nuova Zelanda, però, i Kea oggi sono in pericolo. Nell’intera nazione ne sono rimasti solo fra i 3.000 e i 7.000 esemplari.