Papilloma al tappeto

Redazione
04/11/2021

Il vaccino contro l'Hpv riduce del 90 per cento i casi di cancro al collo dell'utero. La somministrazione ha consentito di prevenire 450 tumori e di evitare oltre 17.200 formazioni precancerose.

Papilloma al tappeto

Il vaccino contro il Papilloma virus (Hpv), sta riducendo i casi di cancro cervicale di quasi il 90 per cento. I dati sono stati definiti «storici» dal Cancer research del Regno Unito, che ha aggiunto come sia l’ennesima dimostrazione della capacità del vaccino di salvare vite umane. Quasi tutti i tumori al collo dell’utero, infatti, sono causati da virus, per questo la speranza fondata è che la vaccinazione possa eliminare praticamente del tutto la malattia. A questo si aggiungerebbe la possibilità per chi si sottopone al trattamento di evitare un gran numero di test di monitoraggio. Il vaccino, attualmente, viene somministrato alle ragazze tra gli 11 e i 13 anni, a seconda della regione di provenienza nel Regno Unito, ma ultimamente il trattamento è stato esteso anche ai giovani uomini.

Vaccino Papilloma virus, i risultati dei test pubblicati su Lancet

Lo studio pubblicato su Lancet ha esaminato i risultati dell’inoculazione sulle ragazze dal 2008. Quelle che un tempo erano alunne oggi sono donne di vent’anni, sulle quali le escrescenze precancerose sono diminuite dell’87 per cento. «L’impatto è stato enorme», ha affermato il professor Peter Sasieni, ricercatore del King’s College di Londra alla Bbc. «Meno evidenti sono stati, invece, i risultati quando le somministrazioni venivano effettuate su persone un po’ più grandi. Questo perché è bene fare il vaccino prima che si diventi sessualmente attivi». Nel complesso, si calcola siano stati evitati 450 tumori e 17.200 formazioni precancerose. Ma si tratta della punta di un iceberg. «Parliamo di gente giovanissima, troppo per ammalarsi di cancro. I risultati saranno ancora più evidenti con il passare del tempo».

Al momento le donne sono invitate a sottoporsi a un pap test con cadenza di tre/cinque anni, per monitorare l’eventuale formazione di un cancro all’utero. Ma Sasieni sostiene che con simili dati non è assurdo ripensare a una simile scadenza. «L’augurio è arrivare a prevedere il controllo solo due o tre volte nella vita. Maggiore sarà invece la frequenza per le donne non vaccinate». Naturalmente, al netto dei dati confortanti, la ricerca proseguirà. Si cercherà di capire la durata della protezione e l’ipotesi di un richiamo a mezz’età. In totale sono circa 100 i papilloma virus. Il Regno Unito ha iniziato a usare un vaccino che protegge da due di loro e sta per introdurne uno utile a scongiurarne altri nove, verruche genitali incluse.

Il 99 per cento dei tumori al collo dell’utero causato dal Papilloma virus 

I virus possono diffondersi attraverso il sesso vaginale, anale e orale. È il motivo per cui sono collegati a tumori non sono agli organi genitali, ma anche a testa e collo. Resta il fatto che il 99 per cento dei tumori al collo dell’utero è causato da papillomi virus. È il motivo per cui più di cento Paesi hanno iniziato a usare i vaccini. La dottoressa Vanessa Saliba dell’agenzia per la Sicurezza sanitaria nel Regno Unito, ha parlato di risultati «notevoli, ennesima conferma che il vaccino salvi le vite».