Orsi e rincorsi

Redazione
24/01/2022

I grossi mammiferi avrebbero cambiato le loro abitudini di vita per semplificare le strategie di caccia. Una volta svegliatisi dal letargo, si sobbarcherebbero lunghi spostamenti pur di catturare cuccioli di alci e renne. Prede facili, rispetto agli esemplari adulti.

Orsi e rincorsi

L’orso bruno si sobbarcherebbe lunghi spostamenti per facilitare le operazioni di caccia. Una nuova ricerca ha scoperto che i predatori, una volta usciti dal letargo, sono soliti muoversi alla ricerca di alci e renne vulnerabili, solitamente i cuccioli. I possenti mammiferi conoscono infatti le aree dove preferiscono partorire le loro prede, raggiungerle significa avere ingenti scorte di cibo senza dover spendere troppe energie.

Uno studio ha scoperto che l'orso bruno ama cacciare nei posti dove vivono le alci e le renne giovani. Una tecnica per avere prede facili
Un esemplare di orso bruno, predatore al centro della ricerca (Getty)

La caccia dell’orso bruno muta in base al periodo di nascita delle sue prede

La ricerca, disponibile sulla rivista Diversity, ha coinvolto un team di scienziati delle università di Nottingham e León oltre che vari istituti di ricerca svedesi e norvegesi. Per ottenere i dati, gli esperti hanno dotato 15 orsi di dispositivi Gps, monitorando la loro posizione e i loro spostamenti per due anni nel nord della Svezia. Stesso discorso per oltre 2500 renne, al fine di conoscere subito eventuali contatti diretti. Hanno così scoperto che i predatori sono soliti svegliarsi dal letargo in primavera, proprio nel periodo in cui nascono le renne. Situazione alla luce della quale hanno cambiato il loro terreno di caccia, spostandosi da zone umide e foreste sempreverdi verso altitudini più elevate, dove si trovano i cuccioli.

Uno studio ha scoperto che l'orso bruno ama cacciare nei posti dove vivono le alci e le renne giovani. Una tecnica per avere prede facili
Un gruppo di renne, prede dell’orso bruno, nell’area settentrionale della Svezia (Getty)

Ancor più sorprendente è stato il comportamento con il sopraggiungere dell’estate, periodo in cui nascono gli alci. Gli orsi hanno trasferito le loro battute di caccia verso le foreste di latifoglie amate dalle nuove prede per far crescere i cuccioli. Terminata la stagione delle nascite, hanno poi evitato prede di maggiore stazza e la presenza umana rivolgendo la loro attenzione a una dieta vegetariana a base di bacche. Il tutto fino al sopraggiungere del nuovo letargo.

L’obiettivo della ricerca è tutelare la presenza del bestiame da allevamento

«Tale processo mostra una strategia di caccia attiva dell’orso bruno in primavera, quando la sua dieta necessita di più proteine ​​animali rispetto al resto dell’anno», ha detto al Guardian Antonio Uzal Fernandez della Nottingham Trent University. «Per far questo ha modificato le abitudini al fine di avvicinare sempre prede vulnerabili». Secondo gli esperti, il picco di uccisioni si verifica nel mese di maggio. Otto dei 15 orsi monitorati hanno ucciso in media un animale ogni due giorni. Uno di essi, in particolare, si è cibato di 38 cuccioli di renna e 18 giovani alci nell’arco di due mesi.

LEGGI ANCHE: L’orso grizzly ucciso da una capra di montagna in Canada

Obiettivo principale della ricerca è anche quello di tutelare il bestiame da allevamento presente nella zona, evitando quanto più possibile il conflitto con gli orsi. «Cerchiamo così di informare i proprietari di allevamenti su come convivere con la presenza dei predatori», ha concluso Fernandez. «Gli orsi hanno infatti battuto quasi ogni area, scegliendola in base anche alla propria stazza fisica».