Siobhan, un argento che vale oro

Camilla Curcio
28/07/2021

La medaglia nei 200 stile libero di Haughey è la prima in assoluto nel nuoto per Hong Kong. Chi è la 24enne che a Tokyo 2020 è entrata a suo modo nella storia.

Siobhan, un argento che vale oro

Dalle vittorie ai campionati mondiali giovanili fino al successo a Tokyo 2020. Siobhan Bernadette Haughey è entrata nella storia, conquistando l’argento nei 200 stile libero (l’ultimo giro di danza per Federica Pellegrini, arrivata settima) dietro l’australiana Ariarne Titmus: la prima medaglia nel nuoto per Hong Kong. Simbolo di una nuova generazione di sportivi destinati a dominare la scena a colpi di risultati fuori dall’ordinario (proprio come il tempo di 1.53.92 che, a Tokyo, oltre al podio, le ha fatto conquistare il primato asiatico), Haughey era in odor di podio già dalle qualificazioni dove, prima nuotatrice di Hong Kong in assoluto ad arrivare in finale, aveva stupito tutti con una prestazione straordinaria.

Siobhan Haughey: con il nuoto non è stato amore a prima vista

Nata nel 1997 da padre irlandese – Siobhan è la pronipote dell’ex Taoiseach, il capo del governo della Repubblica d’Irlanda, Charles Haughey tra il 1982 e il 1987 – e madre di Hong Kong, la campionessa ha raccontato che quello col nuoto non è stato affatto amore a prima vista. Quando, a quattro anni, i genitori la portarono alla sua prima lezione, non si divertì affatto e, ogni volta che ritornava in piscina, finiva col disperarsi e fare capricci. Fino a quando, un giorno, ha iniziato ad arrivare prima nelle gare e a battere i ragazzi durante gli allenamenti, accorgendosi di avere talento. Quello che, all’inizio, era solo un passatempo alternativo alle lezioni di piano si trasformò, ben presto, nel trampolino di lancio che l’ha portata a prendere parte alle competizioni nazionali di categoria junior grazie ad allenatori che ne hanno saputo assecondare le inclinazioni, sapendo di avere tra le mani un talento destinato a fare grandi cose e a essere conteso tanto dal mercato asiatico quanto da quello nordamericano.

Profilo di Siobhan Haughey, argento nei 200 stile libero e prima medaglia nel nuoto per Hong Kong
Siobhan Bernadette Haughey al termine della finale 200 sl (Getty Images).

I risultati non sono tardati ad arrivare. Nel 2013, appena 16enne, vinse il campionato mondiale junior nei 100 metri stile libero. Lo stesso anno, si portò a casa sette medaglie agli East Asian Games, contribuendo a far arrivare la squadra ad alti livelli. La partecipazione, nel 2014, ai Giochi Olimpici giovanili e la vittoria di due argenti misero in chiaro a tutti che Haughey era ormai una fuoriclasse da non sottovalutare. Fu questo che spinse il team femminile di Hong Kong a volerla nella staffetta per l’edizione 2014 degli Asian Games. Una scelta azzeccata: grazie alla sua performance, vinsero ben tre bronzi.

Nemmeno Rio ha messo Siobhan in un angolo

Il 2016, per Haughey, fu un anno decisivo e ricco di cambiamenti importanti. Tra diploma, iscrizione all’università e preparazione per le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Dove, nonostante le richieste dell’Irlanda, decise di rappresentare Hong Kong perché «nata lì, cresciuta lì e orgogliosa di essere il volto di una terra a cui si sentiva intimamente legata». Dopo essersi qualificata nei 200 metri stile libero e nel medley individuale, divenne la prima nuotatrice nella storia dell’ex colonia britannica a entrare in una semifinale olimpica. In quell’occasione, non arrivò neppure nella top 10 ma riuscì a battere comunque il suo record personale. I risultati non eccezionali di Rio non l’hanno abbattuta e, nel 2017, alle Universiadi, è ritornata a dominare la scena con due ori nei 100 e nei 200 metri. La ciliegina sulla torta di una stagione fortunata, arricchita da un quinto posto ai campionati d’Ungheria e ben due Hong Kong Sports Stars Awards, riconoscimenti di eccellenza conferiti alle stelle dello sport locale dalla Federazione Sportiva e dal Comitato Olimpico nazionale. Ma non è tutto. Perché Haughey è riuscita a imporsi anche nel circuito delle competizioni della National Collegiate Athletic Association, aggiudicandosi 14 onorificenze americane e 15 campionati organizzati dalla Big Ten Conference, la più grande associazione universitaria di tutto il panorama sportivo statunitense. I record conquistati nel corso della carriera universitaria le hanno regalato un posto d’onore nell’International Swimming League (lega professionistica di nuoto in vasca corta disputata una volta all’anno) e il titolo di miglior nuotatrice della DC Trident nella sua stagione di debutto. Premesse che, nel 2019, nel corso della sua seconda stagione, l’hanno portata a migliorare i tempi in tutti i campionati, a ottenere due Swammy Award e un decimo posto nei ranking internazionali e a settare nuovi primati in Asia.

Il sogno olimpico dopo la pandemia

Il training per Tokyo 2021 non è stato una passeggiata. Haughey e la collega e amica Jamie Yeung Zhenmei si sono allenate in Michigan fino all’inizio del lockdown che, da un momento all’altro, le ha costrette a far ritorno ad Hong Kong, dove hanno continuato la preparazione con una serie di workout mirati integrati alle routine definite col coach Chen Jianhong. La qualificazione in corner alla staffetta olimpica femminile 4×100 le ha ripagate di tutti gli sforzi. «Dopo la laurea, eravamo le uniche due nuotatrici professioniste rimaste in Michigan ad allenarci», ha raccontato Yeung in un’intervista al South China Morning Post. «Quando è arrivato il Covid, siamo rimaste insieme, ci siamo allenate a casa, abbiamo nuotato nel fiume, fino al nostro ritorno a Hong Kong. È stato un anno che ha cementato la nostra amicizia e il nostro spirito di squadra. Siobhan è un’ispirazione per tutte. Vederla trionfare ci ha spinto a sognare ancora più in grande».