Skipast

Redazione
26/01/2022

Entro il 2080 solo una delle 21 città che hanno già ospitato i Giochi potrebbe essere ancora sede della manifestazione. È Sapporo. Le temperature elevate minacciano il futuro delle olimpiadi invernali, anche in caso di rispetto degli accordi di Parigi.

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Il cambiamento climatico minaccia le Olimpiadi Invernali. Non parliamo tanto dei Giochi di Pechino 2022 in programma per il prossimo 4 febbraio, ma degli appuntamenti futuri. Secondo un nuovo studio olandese, se l’andamento globale non dovesse subire modifiche, entro il 2080 solo una delle 21 sedi del passato sarebbe in grado di ospitare ancora la kermesse. Si tratta di Sapporo, città organizzatrice nel 1972. Niente da fare per Torino e le varie zone delle Alpi, out anche qualora rispettassero i parametri degli accordi di Parigi.

Lo studio di Waterloo ha coinvolto 339 atleti e allenatori

Lo studio, disponibile sulla rivista Current Issues in Tourism, è opera di un team dell’Università di Waterloo. I ricercatori hanno effettuato un sondaggio che ha coinvolto 339 atleti e allenatori di tutto il mondo, al fine di identificare quattro indicatori climatici essenziali. Si tratta di temperatura, precipitazioni, neve bagnata e scarsa copertura del terreno. Si è così scoperto che, negli ultimi 50 anni, i casi di condizioni inadeguate per un corretto svolgimento delle gare sono aumentati a livello esponenziale e tale tendenza è destinata a peggiorare. «Nessuno sport può sfuggire al cambiamento climatico», ha detto Daniel Scott, principale autore della ricerca. «Per questo diventa fondamentale il raggiungimento degli obiettivi di Parigi».

L’impatto del cambiamento climatico sugli sport invernali è stato chiaramente visibile nella recente Coppa del Mondo di sci a Zagabria. La mancanza di neve e le temperature elevate hanno infatti costretto gli organizzatori a cancellare lo slalom maschile quando erano già partiti 19 atleti. Uno di essi, il bronzo olimpico Victor Muffat-Jeandet, ha subito anche un infortunio alla caviglia a causa di una brutta caduta. Stessa sorte per la competizione femminile, dove solo 22 delle 60 atlete hanno tagliato il traguardo. A vincere è stata Petra Vlhova, prima a scendere in pista, che ha potuto sfruttare le condizioni migliori. Fuori anche la campionessa americana Mikaela Shiffrin.

Nel 2080 solo Sapporo sarebbe in grado di ospitare le Olimpiadi Invernali

Negli Anni 20-50, la temperatura media si aggirava intorno ai 0,4 gradi. Nel XXI secolo si è saliti a 6,3 gradi, con tendenza in rialzo continuo. Secondo il modello di Waterloo, Torino, Vancouver, Pyongyang e quasi tutte le altre sedi che hanno finora ospitato le Olimpiadi Invernali sarebbero costrette a rinunciare già nel 2080. Salva solo Sapporo, sede dei Giochi del 1972. Niente da fare anche Cortina d’Ampezzo e l’elvetica St. Moritz. Queste ultime due avrebbero chance solo con il rispetto degli accordi di Parigi, ma le speranze sono ridotte al lumicino

Entro il 2080, solo una delle 21 sedi delle Olimpiadi Invernali potrà ospitare le gare per colpa del riscaldamento globale
I cannoni che sparano neve artificiale sulle piste di Pechino (Twitter)

Intanto la Cina è dovuta ricorrere alla neve artificiale per poter preparare le piste di Pechino. L’area che ospiterà le Olimpiadi Invernali ha registrato solo 2 centimetri di neve fra gennaio e marzo 2021, un dato inaccettabile per gli eventi sportivi. Per questo, le autorità hanno provveduto a utilizzare 49 milioni di galloni d’acqua, pari a circa 185 milioni di litri, per realizzare la neve artificiale. Non era andata meglio nemmeno a Vancouver e Sochi, sedi rispettivamente nel 2010 e 2014, costrette a chiamare elicotteri per il trasporto. Preoccupati anche gli atleti, tra cui la snowboarder britannica Lesley McKenna: «I cambiamenti sono preoccupanti», ha detto al Guardian. «Meteo e neve sono molto meno costanti rispetto ai miei primi anni di carriera. Occorrono piani più flessibili per raggiungere gli obiettivi».

Il piano di Pechino per ridurre l’inquinamento industriale in vista dei Giochi

Intanto le autorità cinesi hanno previsto un piano volto a migliorare la qualità dell’aria durante il periodo delle Olimpiadi Invernali. L’obiettivo è limitare le emissioni industriali e dei veicoli che generano maggiore inquinamento ma hanno un impatto ridotto sull’economia del Paese. Non subiranno restrizioni infatti il sostentamento alimentare, l’approvvigionamento energetico e il riscaldamento domestico. La Cina non è tuttavia nuova a simili iniziative. Già in occasione di Pechino 2008, le autorità manipolarono il meteo per evitare piogge durante la cerimonia di apertura dei Giochi estivi. Grazie a sostanze chimiche tra cui lo ioduro di argento e l’azoto liquido, gli scienziati del Dragone trovarono un metodo per bloccare le precipitazioni nelle nuvole.