Ocasio-Cortez sul nuovo nome di Facebook: «Meta? Metastasi per la democrazia»

Redazione
29/10/2021

La deputata Dem ha attaccato pesantemente il nuovo nome deciso da Mark Zuckerberg per il suo brand

Ocasio-Cortez sul nuovo nome di Facebook: «Meta? Metastasi per la democrazia»

La deputata democratica dello stato di New York, Alexandria Ocasio-Cortez ha avuto espressioni taglienti sulla decisione di Facebook di cambiare il suo nome aziendale in Meta, un chiaro riferimento al nuovo progetto della società Metaverso, indirizzato a creare un’esperienza virtuale interattiva per gli utenti.

Ocasio Cortez contro Facebook: Meta sta per metastasi

«Meta sta per “siamo un cancro metastatico alla democrazia che si trasforma in una macchina di sorveglianza e propaganda globale per dare impulso ai regimi autoritari e distruggere la società civile… a scopo di lucro!”», ha scritto la deputata progressista in un Tweet, dove ha incluso il video con cui Mark Zuckerberg ha annunciato che la società precedentemente nota come Facebook sarebbe stata rinominata «Meta».

Facebook, il nuovo nome è Meta

Facebook si riposiziona sul mercato guardando al futuro di internet che sarà virtuale, immersivo e a tre dimensioni. Per questo l’azienda, a partire da primo dicembre cambia nome. Il social di Mark Zuckerberg si chiamerà Meta. Ad annunciarlo è stato proprio Zuckerberg durante l’evento Facebook Connect: «Siamo all’inizio del prossimo capitolo di internet e del prossimo capitolo della nostra società» ha dichiarato Zuckerberg che ha poi aggiunto: «Nel corso del tempo spero che saremo visti come un’azienda del metaverso e voglio che il nostro lavoro e la nostra identità siano ancorati a ciò che stiamo costruendo. Il metaverso è la prossima frontiera. D’ora in poi, saremo al primo posto nel metaverso, non in Facebook».

Facebook è sotto la lente dei legislatori

I legislatori di Washington stanno sorvegliando Facebook molto da vicino dopo le rivelazioni pubblicate dal Wall Street Journal sul deficit etico della società in termini di protezione dei minori, controllo dei contenuti d’odio e diffusione di disinformazione. A ciò si aggiungono le pressioni dell’antitrust che sostengono che la società andrebbe sciolta.