Il Nobel per la Fisica Parisi sul riscaldamento globale: «Tante promesse non mantenute»

Redazione
03/11/2021

Secondo l'accademico c'è bisogno di «un piano dettagliato e condiviso dalle nazioni» e di «interventi necessari» che devono «incidere sulle abitudini delle popolazioni».

Il Nobel per la Fisica Parisi sul riscaldamento globale: «Tante promesse non mantenute»

Parole, parole, parole. O per dirlo alla Greta Thunberg: bla, bla, bla (tormentone alla COP26) È sulla stessa lunghezza d’onda dell’attivista svedese il fresco Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, che in un’intervista al Corriere della Sera ha detto la sua sulle misure annunciate per raggiungere l’obiettivo delle riduzione delle emissioni e, dunque, frenare i cambiamenti climatici. «Al G20 si è raggiunta un’intesa sul contenimento del riscaldamento globale entro 1,5 gradi, ma una cosa è dirle queste cose, un’altra è stabilire concretamente una serie di misure da affrontare, una road map; altrimenti fra cinque anni ci si ritrova per constatare l’impossibilità del risultato», ha affermato l’accademico: «Si tratta di economie nazionali in concorrenza fra di loro. Se non si realizza un piano dettagliato, e condiviso dalle nazioni, è difficile pensare che la promessa sia mantenuta».

Il Nobel Parisi: dobbiamo cambiare le nostre abitudini

Per frenare il riscaldamento globale, spiega Parisi, bisogna operare «interventi necessari» che devono «incidere sulle abitudini delle popolazioni». Un esempio? L’uso esagerato dei condizionatori. «Quando vado ad Hong Kong devo girare con il maglione di lana in metropolitana o in hotel per proteggermi dal freddo pure d’estate», ha spiegato Parisi: «Sono questi sprechi che bisogna eliminare». Il premio Nobel ha poi sottolineato l’importanza di ridurre l’uso delle automobili (e di conseguenza gli sprechi) per tagliare le emissioni di gas serra: «Costruiamo mega-città verso le quali si incolonnano ogni giorno code di automobili. È evidente che occorre trovare il modo di consumare meno aumentando i servizi pubblici. Bisogna convincere i cittadini ad accettare di più il car sharing per muoversi. C’è un enorme spreco nella fabbricazione di automobili: diminuirla aiuterà».

Il Nobel Parisi su efficienza energetica e nucleare

«Le nostre case devono essere adattate a una maggiore efficienza energetica», ha sottolineato Parisi, aggiungendo che in Italia non ci stiamo certo muovendo in tal senso: «Ho l’impressione che le cose non siano ben capite e ritenute necessarie. Non vedo la gente che installa pannelli solari sui tetti. A Roma sui tetti ci sono più piscine che celle solari. È evidente che le amministrazioni comunali dovrebbero predisporre regole e sollecitare i condomini per attuare degli interventi, magari offrendo assistenza ai progetti senza onere alcuno». Così sul nucleare, che permetterebbe di disporre di una fonte energetica senza emissioni: «Degli impianti nucleari a fissione di quarta generazione, di cui si parla perché più sicuri, adesso esistono solo prototipi. Tuttavia sono sempre da escludere in Paesi come l’Italia densamente abitati. È diverso se i cinesi vogliono realizzarle in zone remote».