No Green Pass, le nuove regole del Viminale sulle manifestazioni

Redazione
09/11/2021

No cortei nei centri città e nelle vie dello shopping ma solo sit-in. E divieto di avvicinarsi a luoghi sensibili. La stretta del ministero dell'Interno sulle proteste contro l'obbligo di certificato verde.

No Green Pass, le nuove regole del Viminale sulle manifestazioni

Nuova stretta del Viminale sui cortei no Green Pass che ogni sabato bloccano diverse città, da Torino a Milano fino a Trieste. La priorità per il ministero dell’Interno è garantire sì il diritto a manifestare ma anche tutelare i commercianti e la salute dei cittadini soprattutto dopo l’impennata di contagi Covid a Trieste dove il prefetto ha stabilito che fino al 31 dicembre non sarà possibile manifestare in Piazza dell’Unità.

Le nuove regole per le manifestazioni No Green pass

Come anticipa il Corriere della Sera, le manifestazioni contro l’obbligo di Green pass saranno consentite ma con regole molto più stringenti. Si potranno organizzare solo sit-in, niente più cortei nei centri storici e nelle vie dello shopping, divieto di avvicinarsi – salvo particolari esigenze e garanzie – a obiettivi sensibili. Non è escluso che venga reso obbligatorio l’uso della mascherina. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha dettato la linea a prefetti e questori già in vista del prossimo fine settimana. Un modello, ricorda il Corsera, simile a quello istituito nel 2009 dall’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni – chiamato da Lamorgese per guidare la consulta contro il caporalato – per gestire le manifestazioni degli studenti. Dopo scontro e disordini, a fine gennaio fu emanata una direttiva che limitava «l’accesso ad alcune aree particolarmente sensibili per motivi sociali, culturali o religiosi o che siano caratterizzate da un notevole afflusso di persone o nelle aree nelle quali siano collocati obiettivi critici»; rendeva off limits alcune aree e prevedeva garanzie per eventuali danni.

Confcommercio e Confesercenti stimano una perdita di fatturato del 30 per cento nei sabati di protesta

I sabati dei No Green pass danneggiano duramente i commercianti, i gestori di bar e ristoranti e gli albergatori. Le associazioni di categoria, da Confcommercio a Confesercenti, stimano una perdita di fatturato di circa il 30 per cento. Negli ultimi tre sabati di ottobre, in base a un sondaggio condotto dall’Ufficio Studi di Confcommercio Milano, a cui hanno risposto 613 imprese, sono andati in fumo circa 10,2 milioni di euro tra corso Buenos Aires e il centro città. Una perdita di circa il 27 per cento del volume di affari.