Gli intoccabili

Nicolò Delvecchio
25/06/2021

Opere d'arte, foto, tweet, codici sorgente, meme, e persino bici. Nel mondo dei Non fungible token si trova un po' di tutto. Oggetti non solo effimeri ma soprattutto unici e certificati.

Gli intoccabili

Degli Nft, i Non Fungible Token, se ne è iniziato a parlare qualche mese fa, quando la casa d’aste Christie’s riuscì a vendere l’opera dell’artista BeepleEverydays: the first 5000 days (un file jpeg da 21.069 pixel x 21.069 pixel) per 69,3 milioni di dollari. Gli Nft sono un certificato di originalità di risorse digitali, uniche, sviluppate grazie alla tecnologia blockchain – normalmente associata alle criptovalute –  e sono utilizzati per registrare la proprietà di qualsiasi cosa: musica, film, video, meme, tweet. Nel momento in cui i file – che esistono solamente nella dimensione virtuale – vengono caricati e verificati da una terza parte, acquisiscono lo status di “rarefatto”, una sorta di certificazione sulla loro unicità. Rispetto alle criptovalute, come i bitcoin, gli Nft non sono intercambiabili. E, soprattutto, una quantità enorme di Nft, di qualsiasi tipo, riesce a essere venduta per milioni e milioni di dollari.

 

Musica per le orecchie di pochi

Dalla vendita dell’opera di Beeple, gli Nft  hanno subito una vera e propria esplosione. Jack Dorsey, creatore di Twitter, ha venduto il suo primo tweet per 2,9 milioni di euro. Mentre Sir Tim Berners-Lee ha deciso di mettere all’asta il prezioso codice sorgente del World Wide Web. Il fenomeno ha interessato anche il mondo della musica: i Kings of Leon sono stati la prima band al mondo a pubblicare un album When You See Yourself, in formato Nft, un’iniziativa che ha generato guadagni per 2 milioni di dollari. E, di recente, l’italiano Boosta ha lanciato un suo progetto Nft. Come ha spiegato in un’intervista a Rolling Stones, «gli Nft sono uno strumento nuovo che permette a chi è incuriosito da quello che faccio di prendere un pezzo della mia arte e di custodirlo. Chi compra queste opere ne diventa il gestore». E, continua, «la digitalizzazione ha distrutto sia il valore economico della musica, sia quello diciamo così etico. Mi piace l’idea di uno strumento nuovo che ridia significato agli atti artistici». Anche la società MK3, fondata da Achille Lauro con Angelo Calculli, ha annunciato di essere entrata nel mondo degli Nft. Per questo ha stretto una collaborazione con Gian Luca Comandini, uno dei massimi esperti di tecnologia blockchain e criptovalute in Italia. Lo scopo è «introdurre nel mercato musicale nuove e innovative forme di business».

Sportivi digitali

Gli Nft hanno sedotto anche lo sport. L’azienda di biciclette Colnago, a maggio, ha messo all’asta la Colnago C64 NFT, una bici  virtuale, che “unisce” i modelli storici della società lombarda, tra cui la V3Rs con cui Tadej Pogacar, nel 2020, ha vinto il Tour de France. Un prodotto che vale, di base, 8600 dollari. Agli Nft non è indifferente neanche il mondo del calcio: il 27 giugno la Juventus metterà all’asta la divisa di casa della prossima stagione. Si tratta di una Nft animata, firmata dai calciatori, presentata in una confezione regalo da collezione. Chi riuscirà ad aggiudicarsela riceverà anche una maglia vera, con gli autografi di tutti i giocatori, e sarà ospitato a Torino per un’esperienza Vip nel corso della prossima stagione. Gli Nft, così, diventano un mezzo per fidelizzare fan o tifosi, rendendoli protagonisti di un’esperienza unica – per quanto costosa – e irripetibile. L’occasione è stata colta anche dal Cio, il Comitato olimpico internazionale, che il 17 giugno ha lanciato un set di spillette, a tema Giochi, simili a quelle solite che si appendono a giacche o zaini. Solo che, si sarà ormai capito, chi le compra non acquista un oggetto fisico.

 

Emily Ratajkowski mette all’asta un suo ritratto

L’effetto Nft si è propagato anche nella moda. Dopo la battaglia col fotografo Richard Price, che aveva usato una sua foto senza chiederle permesso, la top model Emily Ratajkowski ha deciso di mettere all’asta (sempre grazie a Christie’s) un suo ritratto. Non uno qualsiasi, ma proprio lo scatto utilizzato da Price, che aveva spinto la modella a raccontare la sua esperienza nel pezzo Buying Myself Back. Il ritratto lo possono guardare tutti, gratis. Ma chi ha comprato quell’Nft ha speso 175 mila dollari.

 

Nft, bolla o realtà?

Dopo l’enorme successo iniziale, gli Nft hanno subito una naturale flessione, probabilmente necessaria per permettere al settore di stabilizzarsi. È presto però per parlare di fine della bolla dopo l’impennata dei primi tempi: in un pezzo molto dettagliato, Forbes spiega quelli che possono essere gli scenari futuri di questo fenomeno. «Gli Nft potrebbero addirittura essere utilizzati nel mondo del business». Per velocizzare transazioni economiche, o per svecchiare alcune pratiche burocratiche come per esempio la stipula dei contratti (anche di vendita, o di affitto, di case).