Wonderful Wordle

Redazione
01/02/2022

Il New York Times ha acquistato per una somma a sette cifre il gioco di parole diventato virale sul web. L'ideatore lo aveva inventato per la partner, affinché potesse distrarsi durante il lockdown. Ecco cos'è e come funziona.

Wonderful Wordle

Logica, fortuna e almeno un po’ di conoscenza della lingua. Basta poco per poter giocare a Wordle, gioco di parole in inglese, creato pochi mesi fa e già divenuto virale – anche in Italia – tanto che il New York Times, che già vanta vari cruciverba e passatempi simili, ha deciso di acquistarlo, garantendo a lettori e soprattutto giocatori che rimarrà gratuito. Potere delle parole: si tratta di indovinare un vocabolo di cinque lettere, in sei tentativi al massimo, a partire da un altro scelto casualmente. Ma soprattutto, ormai, potere dei numeri: lanciato a fine ottobre scorso, il gioco aveva già registrato 300mila giocatori il 2 gennaio e, nell’ultimo weekend, vari milioni. Da qui la scelta del New York Times, che, per assicurarsi Wordle ha pagato una somma a sette cifre, non rivelata.

Il New York Times ha acquistato Wordle
(Getty Images)

Come è nato Wordle

Ideato dal produttore gallese, residente a New York, Josh Wardle per la sua compagna, appassionata di cruciverba, come passatempo in epoca Covid, il gioco richiama un popolare intrattenimento tv anni Ottanta negli Stati Uniti. Il meccanismo ricorda Ruzzle e Mastermind, quest’ultimo, però, con i colori sostituiti dalle lettere. Wardle, che ha dato nome alla sua creazione “giocando” con il suo nome, ha capito subito il potenziale di quello che aveva immaginato come un piccolo svago, guardando l’effetto sui parenti: a giudicare dai messaggi nella chat di famiglia, infatti, il gioco era diventato rapidamente un’ossessione. É stata quella la “prova” che lo ha convinto a proporlo online. Il resto lo ha fatto il passaparola, con la “spinta” della possibilità, aggiunta successivamente, di condividere i propri risultati sui social. «Diventare virale non è fantastico, ad essere onesti. Sento un senso di responsabilità per i giocatori», ha commentato Wardle, preoccupato che quel risultato si traducesse per lui in una fonte di stress. Inizialmente “spaventato” dalla trasformazione del suo passatempo in fenomeno, oggi si dice molto contento dell’acquisizione da parte del New York Times, proprio per la tradizione del giornale nel mondo di cruciverba e giochi: «Questo passaggio mi sembra molto naturale».

Il segreto del successo di Wordle

Secondo l’ideatore il segreto del successo di Wordle è in un mix di fattori: richiede poco tempo, sollecita la mente e, quando si trova la parola, regala la soddisfazione di sentirsi «intelligente, che è una cosa che alla gente piace». E così sono nati prodotti paralleli. C’è chi ha creato una App, mettendola poi in store, con conseguenti critiche per aver “rubato” l’idea. E c’è chi sostiene di aver ideato un algoritmo per trovare la soluzione della parola del giorno. Senza trascurare le varianti in più lingue o “tematiche”. Non manca chi suggerisce piccoli trucchi per arrivare rapidamente al giusto esito. Il vero segreto del gioco, però, è farcela da soli. O, tutt’al più, insieme: con il partner, come aveva pensato l’ideatore, con la famiglia o con gli amici.