Se questo è un homo

Fabrizio Grasso
10/02/2022

Nella grotta di Mandrin in Francia è stato trovato il molare di un piccolo di Sapiens risalente a 54 mila anni fa. La specie dunque avrebbe vissuto contemporaneamente ai Neanderthal. Una scoperta che se confermata rivoluziona le nostre origini.

Se questo è un homo

L’Homo Sapiens e il Neanderthal potrebbero aver convissuto in Europa. È l’ultima grande scoperta nella grotta francese di Mandrin che, se confermata, potrebbe riscrivere la storia. Finora infatti si pensava che il primo avesse innescato l’estinzione del secondo, mentre i nuovi ritrovamenti documentano una coesistenza negli stessi ambienti. I ricercatori dell’Università di Tolosa, guidati da Ludovic Slimak, hanno infatti trovato il dente di un Homo Sapiens, probabilmente un bambino, nello stesso strato dei resti risalenti agli uomini di Neanderthal. Lo studio è disponibile sulla rivista Science Advances.

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L’arrivo dei Sapiens non avrebbe causato l’estinzione dei Neanderthal

Utilizzando nuove tecniche di scavo, gli archeologi hanno datato il molare a circa 54 mila anni fa. Ciò anticipa di 10 mila anni i più antichi rinvenimenti di Homo Sapiens finora registrati in Europa, cambiando radicalmente le carte in tavola. Visto che si ritiene che i Neanderthal siano scomparsi circa 40 mila anni fa, «i cugini ominidi potrebbero aver abitato la regione contemporaneamente», ha detto al Guardian Slimak. A conferma dell’ipotesi, il dente del bambino è stato rinvenuto assieme ad altri strumenti comuni fra i Neanderthal. «Abbiamo sempre pensato che l’arrivo di una specie avesse causato l’estinzione dell’altra», ha detto alla Cnn Chris Stringer, professore di evoluzione umana del Natural Museum di Londra. «Queste nuove prove suggeriscono che il processo è molto più complesso».

Si tratta della prima volta che gli archeologi ritrovano tracce contemporanee delle due specie. Precedenti studi avevano infatti datato l’avvento dei Sapiens fra 45 e 43 mila anni fa, ossia 2 millenni prima che i Neanderthal sparissero definitivamente. Ciò aveva fatto pensare a un diretto rapporto di causa-effetto fra l’avvento di una specie e l’estinzione dell’altra. Difficile invece stabilire se entrambe abbiano co-abitato nella grotta di Mandrin. Gli strumenti rinvenuti infatti si differenziano per stile e manifattura tanto da non mostrare alcun indizio che gli uni abbiano insegnato agli altri le tecniche di lavorazione.

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Solo lo studio del Dna potrà confermare le teorie

La scoperta ha ancora bisogno di alcune conferme. Fondamentale sarà il sequenziamento del Dna, per cui però occorrono più prove. «Il dente non basta», ha detto alla Cnn Marie-Hélène Moncel, direttrice della ricerca presso il Museo di storia naturale di Parigi. «Solo l’analisi di ossa craniche potrà confermare quanto avanzato». Ulteriori analisi infatti potrebbero dire se Sapiens e Neanderthal condividessero la medesima origine o appartenessero a ceppi differenti. Fondamentale in tal senso risulteranno i prossimi scavi. «Mandrin è la Pompei dei Neanderthal», ha concluso Slimak al Guardian. «Le sabbie che il vento deposita continuamente hanno svolto lo stesso lavoro della cenere lavica preservando i tesori».

Neanderthal e Sapiens potrebbero essere vissuti assieme in Europa. Fondamentale un dente di bambino rinvenuto a Mandrin, in Francia
Alcuni strumenti Neanderthal trovati a Mandrin (Twitter)