‘Ndrangheta e materiali scadenti, sequestrato il ponte Morandi a Catanzaro

Redazione
03/11/2021

Stesso provvedimento per la galleria del Sansinato sulla Ss280. Sei le persone indagate, tra cui due imprenditori e un ispettore della Guardia di Finanza.

‘Ndrangheta e materiali scadenti, sequestrato il ponte Morandi a Catanzaro

Nell’ambito di un’indagine che ha portato a un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di sei persone e svelato che, tra gli altri reati, imprenditori legati a organizzazioni mafiose usavano calcestruzzo scadente nelle opere di manutenzione, la Procura di Catanzaro ha disposto il sequestro (con facoltà d’uso) del viadotto Bisantis, detto anche ponte Morandi dal nome del costruttore, e della galleria Sansinato sulla Statale 280 dei Due Mari, allo scopo di svolgere accertamenti di natura tecnica.

Ponte Morandi di Catanzaro, le persone coinvolte e le accuse

Le sei persone coinvolte sono gli imprenditori Eugenio e Sebastiano Sgromo, la loro collaboratrice Rosa Cavaliere, l’ispettore della Guardia di Finanza Michele Marinaro, l’ingegnere dipendente Anas Silvio Baudi e il geometra Gaetano Curcio. Sono indagate, a vario titolo, per per trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, corruzione in atti giudiziari, associazione per delinquere, frode nelle pubbliche forniture, con l’aggravante di aver agevolato associazioni di tipo mafioso. Gli imprenditori, in particolare, avrebbero avrebbero costituito delle società intestandole in modo fittizio alla loro collaboratrice, pur mantenendone il controllo di fatto: una di esse, la Tank, si era aggiudicata i lavori di manutenzione straordinaria per il ripristino del calcestruzzo del ponte Morandi e di rifacimento dei muri di contenimento di un tratto della Strada statale 280 dei Due Mari. Lavori, emerso dalle indagini, effettuati con materiale decisamente scadente.

Ponte Morandi di Catanzaro, malta scadente per i lavori

L’attività investigativa ha delineato un grave quadro indiziario «circa l’appartenenza dei due imprenditori alle associazioni per delinquere già emerse nell’ambito della operazione “Basso Profilo”». I due, titolari di fatto dell’impresa aggiudicataria dei lavori, «a causa di problemi finanziari, con la complicità del direttore dei lavori e di un ingegnere, impiegavano nelle lavorazioni un tipo di malta di qualità scadente, ma più economico di quello inizialmente utilizzato». Come emerso dalle indagini, si avvalevano dell’aiuto di un ispettore della Guardia di Finanza, che «in cambio di utilità di vario genere, si adoperava per attenuare la posizione dei due, informandoli costantemente dello sviluppo del procedimento nei loro confronti». Come detto, dalle conversazioni registrate emerge l’impiego di una malta poco affidabile. «Secondo lui dice non va bene. Perché noi al Morandi con questo materiale l’abbiamo fatto… e casca tutto»: è questo un passaggio delle intercettazioni agli atti dell’ordinanza dell’operazione, denominata “Brooklyn”, in cui parla il capo cantiere. In un altro, il direttore tecnico dei lavori dice: «Devo mettere quella porcheria di… qui sui muri».

Ponte Morandi di Catanzaro, il principale accesso alla città

Alto 66 metri e inaugurato 1962, il viadotto intitolato nel 2001 al senatore Fausto Bisantis è la principale via di ingresso alla città di Catanzaro. Composto da una sola una sola arcata in calcestruzzo armato, collega il capoluogo calabrese alla Strada dei Due Mari e con la periferia nord-ovest della città: è da sempre noto con il nome del progettista, l’ingegnere Riccardo Morandi, “padre” anche del ponte di Genova che crollò il 14 agosto del 2018 provocando 43 vittime. Il Gip ha anche disposto il sequestro preventivo di tre società di costruzione e di oltre 200mila euro quale profitto dei reati contestati.