Milleduci

Marco Fraquelli
17/01/2022

Si è spenta a 99 anni Elena Curti, figlia naturale del dittatore. Da Albino Benito a Glauco di Salle e Asvero Gravelli, chi sono i Mussolini illegittimi, segreti e sospetti.

Milleduci

Si è spenta il 17 gennaio, ad Acquapendente, in provincia di Viterbo, la 99enne Elena Curti, nata dalla relazione tra Benito Mussolini e Angela Cucciati, sarta, moglie dello squadrista milanese Bruno Cucciati. La relazione tra Angela e colui che sarebbe diventato duce era cominciata nel 1921, quando la sarta si recò da Mussolini per perorare la causa del marito, finito in carcere in seguito agli scontri di piazza avvenuti nel capoluogo lombardo, che avevano visto protagonisti le sempre più agguerrite e intemperanti camicie nere. Elena Curti venne a sapere la verità solo nel 1942, quando la madre le rivelò appunto la vicenda, sottolineando anche che Benito Mussolini era sempre stato pienamente consapevole della paternità, seppure – probabilmente per questioni di opportunità – non la riconobbe mai ufficialmente (per salvare le apparenze, e l’attribuzione al padre naturale, si confezionò persino un documento che testimoniava una nascita prematura di otto mesi). Elena incontrò il “padre” una prima volta nel 1929, durante l’inaugurazione di un’istituzione milanese. Allora, ricordava la figlia illegittima del duce, il dittatore le accarezzò i capelli sorridendole, e dopo aver guardato negli occhi la madre. Ci fu poi un secondo incontro, nel 1941, a Palazzo Venezia.

i figli riconosciuti o sospetti di Mussolini
Elana Curti, scomparsa a 99 anni il 17 gennaio.

La frequentazione tra Elena Curti e Mussolini ai tempi della Rsi

Una vera e propria frequentazione tra Elena e Mussolini si sviluppò invece durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana (1943-1945), quando Curti, allora nell’entourage del segretario del Partito Repubblicano Fascista, nonché capo delle Brigate Nere, Alessandro Pavolini, divenne una sorta di segretaria particolare, e confidente (cosa che pare ingelosisse molto Claretta Petacci), del dittatore. La giovane figlia illegittima parlava con il duce di politica, gli leggeva appunti presi durante la settimana (si vedevano solo il giovedì) e riportava al padre le critiche che si levavano sempre più frequenti sul fascismo repubblicano diviso e rissoso. Seguirà il padre fino al tragico epilogo di Dongo, e sarà catturata a Musso dai partigiani, il 27 aprile del 1945, mentre si trovava a bordo di un autoblindo che faceva parte appunto della cosiddetta Colonna Mussolini che, scortata dalla contraerea tedesca, cercava di raggiungere il Ridotto Alpino Valtellinese. Rimase in carcere cinque mesi, ed evitò il processo solo perché la madre testimoniò, davanti al vicequestore di Como, che Elena era figlia naturale di Mussolini.

Mussolini, Elena Curti e gli altri figli illegittimi del duce
Benito Mussolini con la moglie Rachele Guidi e i cinque figli Edda, Vittorio, Bruno, Romano e Anna Maria (Getty Images).

Mussolini ebbe almeno cinque figli riconosciuti fuori dal matrimonio e altrettanti figli sospetti

Elena Curti non è stata però l’unica figlia illegittima di Mussolini, perché il dittatore fu molto prolifico, non solo tra le lenzuola coniugali (ebbe cinque figli dalla moglie, Rachele Guidi: Edda, Vittorio, Romano, Bruno e Annamaria) ma anche tra quelle extra-coniugali, se è vero quanto testimoniò nelle sue memorie Quinto Navarra, il cameriere particolare del duce, ovvero che Benito Mussolini avesse una vita sessuale al di fuori del matrimonio incredibilmente esuberante, consumando un amplesso al giorno. E molti di questi amplessi andarono a “buon fine”, tanto che si contano almeno cinque figli riconosciuti – oltre a quelli ufficiali – e ad altri cosiddetti “sospetti”.

Albino Benito e la madre Ida Dasler

Tra quelli riconosciuti c’è Albino Benito Mussolini, nato l’11 novembre 1915 a Milano da una relazione che il duce ebbe con la trentina Ida Dasler e iniziata nel 1913, quando Mussolini era direttore dell’Avanti. Mussolini si pentì presto, però, del suo eccessivo zelo, e fece così poi perdere al figlio ogni certezza d’identità. Divenuto capo del governo e duce del fascismo, Mussolini cercò anche in tutti i modi di levarsi di torno la presenza ingombrante dell’amante che voleva invece far valere a tutti i costi i suoi diritti.

Da Candido Nigris a Glauco di Salle e Vanna Borgo

Prima di Albino, Mussolini aveva avuto un figlio da Fernanda Oss Facchinelli, militante marxista, quando era ancora un agitatore socialista. Del bimbo, nato a Trento nel 1909, e morto dopo due mesi, non si seppe mai nemmeno il nome. Altrettanto misterioso è il profilo del secondo figlio, Candido Nigris, avuto con Gigia Pajetta Nigris, donna sposata, e frequentata dal futuro dittatore che tra il 1907 e il 1908 si era insediato in Carnia. Completano la “cinquina” Glauco di Salle, frutto di una passione travolgente con Bianca Ceccato, allora giovane segretaria del Popolo d’Italia, il quotidiano diretto da Benito Mussolini, e Vanna Borgo, nata nel 1932 da Magda Brard, francese, astro del pianoforte, che Mussolini aveva conosciuto alla fine degli Anni 20 e che frequenterà sino all’inizio degli Anni 30, anche se i loro contatti continuarono alla vigilia della morte del duce. Vanna, secondogenita di Magda, venne disconosciuta dal primo marito della pianista, il piemontese Michele Borgo e parecchi indizi convergono nel dimostrare la paternità di Mussolini.

tutti i figli illegittimi e sospetti di mussolini
Benito Mussolini e il figlio Romano (Getty Images).

I figli ‘sospetti’ di Mussolini, tra storia e leggende

E poi ci sono i figli sospetti, non si sa quanto credibili o quanto frutto di leggenda, ma l’elenco è comunque intrigante: sia va dal bambino avuto da una cameriera della trattoria al passo del Furlo dove Mussolini si fermava a mangiare al giornalista Yvon De Begnac (la cui madre è ricorsa in Tribunale per smentire la notizia), nato nel 1913 e biografo del duce; dai figli di una dama del regime, Romilda Ruspi sposata Mingardi, di cui si dice la Petacci fosse gelosissima a Virgilio Pallottelli, classe 1917, (poi colonnello dell’Aereonautica, erroneamente indicato come il pilota personale di  Mussolini). C’è poi il caso molto controverso di Cladia Apriotti, nata nel 1931 dalla allora 19enne principessa romana Sveva Vittoria Colonna. Cladia ha sempre invocato il test del Dna per dimostrare la paternità del duce, cosa peraltro molto complicata dato che si sarebbero dovuti riesumare le salme del duce e della madre. Cladia Apriotti combattè da sola, e inutilmente, la sua battaglia, trovando molti ostacoli sia negli ambienti della famiglia Colonna, sia tra i discendenti di Benito Mussolini, che sostennero sempre che Cladia fosse una povera donna in preda a un delirio di notorietà. Sulla vicenda, dal 2000, è calato il silenzio.

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L’elenco dei figli veri o presunti del duce non sarebbe completo se non si citassero tre nomi molto famosi. Prima di tutti quello di Asvero Gravelli, ticinese, scrittore e giornalista fascista e razzista (fu direttore della rivista mensile Antieuropa), e che, stando a quanto afferma sua figlia, la contessa Patrizia De Blanck, aveva la stessa identica mascella volitiva dei Mussolini. Va ricordato poi Pino Romualdi (fu lui il primo a dichiarare di essere figlio naturale del duce), nato a Predappio nel 1913, vicesegretario del Partito Fascista Repubblicano e tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano nel 1946, di cui su presidente, nonché parlamentare nazionale ed europeo. Chiudiamo l’elenco con il nome forse più celebre, quello di Bruno Vespa, che sarebbe stato concepito nell’estate del 1943 a Campo Imperatore dove il dittatore era prigioniero degli alleati. A questo presunto figlio illegittimo, avuto da una cameriera (la mamma di Vespa, appunto) dell’albergo in cui alloggiava il duce, sarebbe stato dato il nome Bruno in onore del figlio prediletto di Mussolini. La tesi venne per la prima volta sostenuta da Alessandra Mussolini in televisione nel 2008 («Bruno Vespa è mio zio») e ribadita, sempre in tv 10 anni dopo; nel frattempo, mentre Striscia la notizia metteva a confronto due foto del Duce e di Vespa, giocando sulle somiglianze, e consegnava il Tapiro al conduttore, Giordano Bruno Guerri, sul Giornale, con serietà e piglio storico ricordava una lettera in cui il duce ricordava la tristezza di quei giorni a Campo Imperatore, tristezza «mitigata dal conforto di una gentile signora Vespa». Ma alle rimostranze del conduttore televisivo, un imbarazzato Guerri fece un rapido dietrofront, sostenendo che «Nell’opera omnia di Mussolini, il nome della signora Vespa non appare. La leggenda nacque in un convegno ma non è mai stata verificata».

tutti i figli illegittimi e sospetti di mussolini
Benito Mussolini a Genova (Getty Images).