Musei, con l’app Ad Arte di Sangiuliano centinaia di lavoratori rischiano il posto

Stefano Iannaccone
31/05/2023

Il ministro Sangiuliano procede spedito con l'app Ad Arte che permetterà di semplificare l'acquisto dei ticket. Una svolta positiva che però non tiene conto dei lavoratori delle biglietterie già vittime del precariato. E la loro mobilitazione arriva in Aula con un'interrogazione della deputata di Alleanza Verdi-Sinistra Piccolotti.

Musei, con l’app Ad Arte di Sangiuliano centinaia di lavoratori rischiano il posto

Un’app ci licenzierà. Così avranno pensato gli addetti alle biglietterie dei 43 musei e parchi con autonomia speciale. Il gotha dei musei italiani, dalla Reggia di Caserta alla Galleria Borghese di Roma e al Parco archeologico dell’Appia Antica, fino ad arrivare agli Uffizi di Firenze. Dalle prossime settimane il servizio per prenotare i ticket sarà molto più agevole. Secondo quarto annunciato dal ministero della Cultura guidato da Gennaro Sangiuliano, basterà un clic sulla piattaforma Ad Arte grazie a un’apposita applicazione. Del resto siamo nell’era del digitale, fantastico no? Lo sarebbe, se di mezzo non ci fosse il destino di centinaia di lavoratori del settore, spesso contrattualizzati da cooperative, che rischiano il licenziamento senza aver ricevuto alcuna garanzia. Certo, nessuno vuole fermare il processo di modernizzazione, ma era stato chiesto un percorso ordinato per garantire i livelli occupazionali. I sindacati hanno infatti chiesto diversi incontri al ministro Sangiuliano, l’ultima volta il 10 marzo scorso. Il Mic è rimasto in silenzio, fino al 9 maggio quando è stata pubblicata la circolare che annunciava la nascita del nuovo strumento, finanziato con le risorse del Pnrr: la piattaforma Ad Arte.

Musei, con l’app Ad Arte di Sangiuliano centinaia di lavoratori rischiano il posto
Il Tondo Doni agli Uffizi (Getty Images).

I sindacati temono un’ulteriore precarizzazione dei lavoratori

L’app e il sito consentiranno «di gestire direttamente la prenotazione e la vendita dei biglietti di ingresso al museo, mettendo anche a disposizione la reportistica utile alla rendicontazione amministrativa e contabile», si legge nella circolare. Un duro colpo per gli addetti alle biglietterie dei più importanti musei italiani, a cui è stata solo fornita una generica garanzia di applicazione della «clausola sociale» nei casi di affidamento diretto del servizio alla Ales, società che fa capo al ministero. Intanto, nell’incertezza si è palesato un elemento: la concessione cosiddetta “ex S.B.A.R. Parco Archeologico del Colosseo”, che comprende il Museo nazionale romano, le Terme di Caracalla e il Parco Archeologico dell’Appia Antica, ha visto il via libera solo al bando per i servizi di biglietterie del Colosseo e la contestuale comunicazione di cessazione per tutti i servizi negli altri siti. Si riparte daccapo. Dalle sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs è arrivata la presa di atto di quanto accaduto, nel timore che la vicenda possa essere politicizzata. Molte delle cooperative portano infatti il marchio di essere legate alla sinistra. «Le categorie, pur consapevoli dell’importanza del processo di digitalizzazione nell’ambito museale, temevano proprio quello che poi è accaduto, che potesse cioè spingersi troppo oltre e diventare un ulteriore elemento di precarizzazione per gli addetti di un comparto che avrebbe invece le carte in regola per un processo di espansione», è il ragionamento. Insomma, nessuna barricata per chiedere la revoca, solo l’auspicio di una prospettiva per i lavoratori che hanno avviato una mobilitazione che ha raggiunto il Parlamento. «Questo è quanto accade quando il cambiamento, se pure in linea teorica positivo, non viene governato, perdendo di vista il quadro occupazionale complessivo, che permette all’intero sistema di funzionare e che deve essere tutelato», osserva Fabrizio Russo, segretario generale Filcams Cgil.

Chi è Elisabetta Piccolotti, moglie di Nicola Fratoianni e fondatrice di Sinistra, Ecologia e Libertà.
Elisabetta Piccolotti.

L’interrogazione della deputata di Alleanza Verdi-Sinistra Piccolotti a Sangiuliano

La vicenda è finita così in Aula. La deputata di Alleanza Verdi-Sinistra, Elisabetta Piccolotti, ha presentato un’interrogazione per chiedere un chiarimento a Sangiuliano. Ci sono altri effetti collaterali alla realizzazione dell’app: «L’eliminazione delle biglietterie avrebbe una ricaduta negativa generale per tutte le aziende che hanno comunque in appalto gli altri servizi museali – accoglienza, didattica e bookshop – e che proprio dall’attività delle biglietterie ricavano le risorse economiche per sostenerli», riferisce l’atto presentato a Montecitorio. «Purtroppo», dice Piccolotti a Tag43, «non stupisce». Il motivo? «Ricordo che al momento di illustrare le sue linee programmatiche alla Commissione Cultura della Camera lo stesso ministro parlò per due ore senza dire una sola parola su lavoratori e lavoratrici di questo settore, tra i più ammalati di precarietà e con paghe da fame», conclude la deputata. Al netto delle iniziative di protesta, il cammino di Ad Arte prosegue spedito con alcune specifiche presenti nella circolare ministeriale. Con lo scopo di facilitare l’acquisto del biglietto, per esempio, il museo deve comunicare «se all’ingresso dell’istituto è attualmente presente una copertura wi-fi o un collegamento ad Internet disponibile per i visitatori». Si procede spediti, insomma, nonostante le preoccupazioni dei lavoratori.