Politica e arte, le passioni dei Marchini

Gianfranco Ferroni
21/01/2022

A Palazzo Carpegna le opere dei più grandi maestri dell'arte contemporanea e moderna fanno da cornice alla storia della dinastia umbra.

Politica e arte, le passioni dei Marchini

C’è un filo rosso che unisce il presidente del Consiglio Mario Draghi e l’indimenticato costruttore (e collezionista d’arte) Alvaro Marchini: Città della Pieve. Sì, proprio la località umbra cara al premier, una meta da raggiungere appena riesce a conquistare un attimo di libertà, ha visto nascere la dinastia di quelli che nella Capitale venivano definiti i “palazzinari de sinistra”. All’Accademia Nazionale di San Luca, a Roma, a due passi da Fontana di Trevi, è stata allestita una mostra intitolata Una storia nell’arte. I Marchini tra impegno e passione, dove appare Città della Pieve, la terra delle origini: nella monumentale scala alcune immagini storiche sono dedicate alla politica vissuta dai Marchini in Umbria, con il patriarca Alessandro fondatore della casa dei socialisti di Moiano, con una bella fotografia datata 1919 che evoca il Quarto stato di Pellizza da Volpedo. Sono stati poi Alvaro e Alfio (il nipote, che porta lo stesso nome, è identico) a segnare la dinastia.

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=7580264275320849&id=191286187552065

Alvaro Marchini e il fascino del “miliardario rosso”

Alvaro, divenuto celebre con la leggenda del palazzo di via delle Botteghe Oscure “donato” al Partito comunista italiano, nella capitale ha rappresentato un punto di riferimento sia per il “comitato centrale” che per le forze intellettuali, attratte dal fascino del “miliardario rosso”. Che poi di definizioni Alvaro ne ha collezionate tantissime: le più famose, “calce e martello” e “falce e pennello”, quest’ultima grazie alla passione per l’arte. E poi le serate trascorse con Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia e il gotha della cultura italiana, hanno permesso di creare il mito. L’esposizione romana, visibile fino al 22 aprile, curata da Fabio Benzi, Arnaldo Colasanti, Flavia Matitti e Italo Tomassoni, con il coordinamento di Gianni Dessì e l’allestimento di Francesco Cellini e dello stesso Dessì, si snoda lungo tutti gli spazi di Palazzo Carpegna, creando un dialogo tra le opere in mostra e le raccolte accademiche. Il percorso espositivo prende il via dalle sale della Galleria Accademica al terzo piano con sei piccole ma preziose sezioni, intitolate Tra Italia e Francia, Parigi, Vedute e visioni, La realtà della storia, Tra cielo e terra, L’artista e i suoi modelli. Ecco così i lavori firmati da Giacomo Balla, Georges Braque, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Filippo De Pisis, Juan Gris, Fernand Léger, Albert Marquet, René Magritte, Pablo Picasso e Ardengo Soffici, continuando poi con i lavori di Edita Broglio, Corrado Cagli, Antonio Donghi, Renato Guttuso, Leoncillo, Carlo Levi, Osvaldo Licini, Mario Mafai, Giacomo Manzù, Mirko, Giorgio Morandi, Fausto Pirandello, Antonietta Raphaël, Alberto Savinio, Carlo Socrate e Francesco Trombadori.

recensione della mostra Una storia nell'arte sulla dinastia Marchini
La mostra Una storia nell’arte. I Marchini tra impegno e passione a Palazzo Carpegna a Roma fino al 22 aprile 2022 (da Facebook).

Da Renato Guttuso a Toti Scialoja, le opere in mostra

Nel Salone d’Onore al primo piano, disegni di Scipione e un importante studio preparatorio per la Crocifissione di Guttuso (1940-41), una raccolta di disegni di Ernst Ludwig Kirchner, Otto Dix e George Grosz, tra espressionismo e Nuova Oggettività, e a chiudere una selezione di opere rappresentative dell’attività della galleria, a dar conto della permanenza della figurazione nei suoi programmi espositivi, con opere di Renato Guttuso, Carlo Levi, Alberto Ziveri, Renzo Vespignani, Titina Maselli, Alberto Gianquinto, Piero Guccione, Gianluigi Mattia e Franco Mulas. Nella seconda metà della rampa, quella dedicata alla nuova Nuova Pesa di Simona Marchini, si incontrano opere degli artisti Marco Lodola, Luca Patella, Giuseppe Salvatori, Salvo e Cesare Tacchi, insieme a fotografie e filmati. Un percorso che continua con l’intervento spaziale di Maurizio Mochetti, a segnare l’itinerario che dal giardino conduce verso le sale espositive al piano terreno, dove trovano spazio i lavori di Carla Accardi, Andrea Aquilanti, Nobuyoshi Araki, Bizhan Bassiri, Sigfrido Martin Begué, Enrico Castellani, Fabrizio Corneli, Gino De Dominicis, Daniela De Lorenzo, Stefano Di Stasio, Marilù Eustachio, Pietro Fortuna, Alberto Garutti, Giuliano Giuliani, Rebecca Horn, Paolo Icaro, Jannis Kounellis, Mimmo Jodice, Felice Levini, H.H. Lim, Fabio Mauri, Gerhard Merz, Flavio Micheli, Hidetoshi Nagasawa, Shirin Neshat, Roberto Pietrosanti, Vettor Pisani, Alfredo Pirri, Annie Ratti, Mariano Rossano, Andrea Santarlasci, Toti Scialoja e Michele Zaza.

Simona Marchini e «la storia di una famiglia appassionata e presente»

Un’esposizione accompagnata da un catalogo edito dall’Accademia Nazionale di San Luca, con i testi, tra gli altri, di Claudio Strinati, segretario generale dell’Accademia, e Umberto Nazzareno Tonti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. Ribadendo così il fortissimo legame con l’Umbria. Simona, la figlia di Alvaro resa famosa grazie alle apparizioni cinematografiche e televisive, vuole sempre sottolineare il ruolo svolto nel mondo della pittura e della scultura: «C’è la storia di una famiglia appassionata e presente, a sostegno dell’arte in tutte le sue forme. Posso dire con un certo orgoglio, a posteriori, che insieme a mia sorella abbiamo continuato a mantenere viva quella ‘luce interiore’ che i nostri genitori hanno acceso dentro di noi fin dall’infanzia». E che brilla ancora oggi.