Chi era Flavio Carboni, il faccendiere dei misteri italiani

Redazione
24/01/2022

Condannato per il crack del Banco Ambrosiano e l’associazione segreta P3, era stato assolto per il delitto Calvi. È scomparso a 90 anni.

Chi era Flavio Carboni, il faccendiere dei misteri italiani

È scomparso a 90 anni l’uomo d’affari Flavio Carboni. Il suo nome è stato al centro di molti misteri italiani a partire dagli Anni Settanta, quando si affacciò alla ribalta del mondo finanziario e immobiliare: dal crack del Banco Ambrosiano all’omicidio di Roberto Calvi, il faccendiere era stato tirato in ballo in molti grandi gialli italiani. Arrestato più volte a partire dal 1982, ma condannato in via definitiva solo due volte, ha intrattenuto rapporti con personaggi controversi come l’agente segreto Francesco Pazienza, il capo della P2 Licio Gelli, il boss mafioso Pippo Calò, l’ex gran maestro del Grande Oriente d’Italia, Armando Corona. Stava scrivendo un libro di memorie.

Flavio Carboni, il crack del Banco Ambrosiano

Flavio Carboni è stato imputato di numerose accuse, tra cui falso, truffa, bancarotta fraudolenta, riciclaggio. Nel processo per il crack del Banco Ambrosiano, il 22 aprile 1998 Flavio Carboni venne condannato in appello a otto anni e sei mesi di reclusione: dal periodo di detenzione previsto, già ridotto in applicazione di due amnistie, fu detratta la carcerazione preventiva, per cui non fu emesso a suo carico nessun ordine di esecuzione della pena.

Flavio Carboni, Calvi e la P2

Per quanto riguarda l’omicidio del banchiere Roberto Calvi, Carboni fu assolto per insufficienza di prove. Tirato in ballo in tutti i principali grandi gialli italiani: durante il sequestro Moro, ad esempio, avvicinò esponenti Dc offrendosi di sollecitare l’intervento della mafia per la sua liberazione. Con alcuni aveva sempre negato di avere a che fare. «Non ho mai conosciuto Gelli, non ho mai fatto parte della P2», disse, «anzi non ho mai fatto parte della massoneria in generale».

Chi era Flavio Carboni, il faccendiere dei misteri italiani. Condannato per il crack del Banco Ambrosiano e l’associazione segreta P3, è morto a 90 anni.
Flavio Carboni nel corso del processo per l’omicidio di Roberto Calvi (ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

Flavio Carboni, la condanna per la P3

Eppure era stato condannato a 6 anni e 6 mesi per la cosiddetta P3, ribattezzata così dalla stampa proprio per sottolinearne l’asserita assonanza con la loggia P2 di Licio Gelli: nel 2010, subito dopo l’assoluzione per il delitto Calvi, nell’ambito di un’inchiesta sugli appalti per l‘energia eolica in Sardegna, era stato indagato per violazione della legge Anselmi sulle società segrete attraverso una organizzazione volta a ”condizionare il funzionamento degli organi costituzionali”.

Flavio Carboni, l’ultima assoluzione

L’ultima sentenza di assoluzione, per Carboni, era arrivata dieci giorni fa, il 14 gennaio, proprio nel giorno del suo 90esimo compleanno. Il tribunale di Cagliari lo aveva assolto dalle accuse di associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori; secondo l’accusa, poi smentita, il faccendiere aveva intestato a prestanome auto, polizze e quote societarie per schermare la provenienza del denaro e avrebbe aperto due aziende a Londra con soldi di origine illecita.