Addio a Ado Campeol, era il papà del tiramisù

Redazione
30/10/2021

Il dolce italiano amato in tutto il mondo è stato inventato, volutamente o per errore a seconda delle versioni, nel suo ristorante nel centro di Treviso.

Addio a Ado Campeol, era il papà del tiramisù

Lutto nella ristorazione trevigiana, italiana e anche mondiale per la morte di Ado Campeol, ex proprietario dello storico ristorante Le Beccherie, dove alla fine degli Anni Sessanta è nato il tiramisù, dolce a cucchiaio diventato rapidamente uno dei simboli della nostra cucina. Il ristoratore è scomparso all’età di 93 anni.

Tiramisù, la prima recensione

In realtà l’origine del tiramisù è dibattuta. Il dolce è sicuramente Italiano, ma a seconda delle versioni potrebbe essere nato in Veneto, così come in Friuli-Venezia Giulia. Di sicuro, la prima recensione di questo dessert, arrivata nel 1981 da parte dell’enogastronomo Giuseppe Maffioli, riguardava proprio il ristorante Le Beccherie di piazzetta Ancillotto, centro storico di Treviso. È nella sua cucina che, partendo dallo “sbatudin” utilizzato comunemente dalle famiglie contadine come ricostituente, lo chef Roberto Linguanotto e la moglie di Campeol, Alba, avrebbero inventato il tiramisù.

Tiramisù, una paternità contesa

Al composto di tuorlo d’uovo sbattuto con lo zucchero, venne semplicemente aggiunto del mascarpone. Leggenda vuole che ciò sia accaduto per errore: durante la preparazione di un gelato alla vaniglia, allo chef sarebbe caduto del mascarpone nella ciotola dello sbatudin. Linguanotto e la signora Alba, a quel punto, avrebbero “testato” l’impasto su savoiardi bagnati con il caffè amaro, creando così il “Tirame Su”, come fu inizialmente chiamato il dessert, entrato subito nel menù del ristorante. I condizionali sono d’obbligo: la paternità del tiramisù viene attribuita anche ad altri ristoranti di Treviso. E c’è chi sostiene le sue origini siano da cercare in Friuli, mentre altri si spingono a Torino e persino a Siena.

Tiramisù, la ricetta registrata nel 2010

La ricetta del dolce, registrata dal 2010 con atto notarile all’Accademia Italiana della Cucina, inizialmente non venne mai brevettata dalla famiglia Campeol e questo favorì il fiorire di varie ricette e ricostruzioni sulla sua origine. «Treviso perde un’altra stella della sua storia enogastronomica, che brillerà anche lassù», ha commentato il governatore del Veneto Luca Zaia: «In casa sua, grazie all’intuito e alla fantasia della moglie, nacque uno dei successi dolciari più famosi al mondo».