Cirinnà fa dietrofront: «Schiaffo dal Pd ma mi candido»

Redazione
16/08/2022

I numero appelli ricevuti hanno convinto la senatrice a tornare sui propri passi dopo l'autoesclusione di ieri. Sarà candidata al collegio Roma 4: «Farò la mia battaglia». E su Letta e il Pd: «Gestione pessima sia degli accordi, che delle liste, che delle candidature».

Cirinnà fa dietrofront: «Schiaffo dal Pd ma mi candido»

Monica Cirinnà ci ripensa. Dopo le polemiche per la candidatura nel collegio di Roma 4, ritenuto ostico, la senatrice non figurava nell’elenco dei candidati all’interno delle liste annunciate dalla direzione generale del PD. Cirinnà, infatti, si era autoesclusa, ma dopo diverse ore è arrivato il dietrofront. Non sarà semplice, ha ammesso, ma ci sarà. E l’annuncio del suo passo indietro e del suo sì al collegio di Roma 4 è arrivato con attacchi al partito e al segretario generale Enrico Letta.

Cirinnà: i motivi del dietrofront

La senatrice del Pd, quindi, ci sarà. A spiegarne i motivi è stata la stessa Monica Cirinnà durante una conferenza stampa: «Essere rieletti al collegio di Roma 4 sarà una battaglia difficilissima. Farò la mia battaglia e lo faccio perché tantissime persone mi hanno chiesto di ripensarci. Penso che sarà una battaglia difficile, complicata ma che forse vale la pena di fare, per salvare l’Italia dall’oscurantismo e dai fascisti. E nonostante tutti gli errori fatti, credo che valga ancora la pena votare Pd». La senatrice ha specificato cosa intende: «Il Pd è l’unico a poter fermare Meloni e Salvini. Ci ho pensato tutta la notte. Combattere come gladiatori è l’unico modo per non sfuggire alle mi responsabilità».

Cirinnà fa dietrofront: «Schiaffo dal Pd ma mi candido». La senatrice accetta la candidatura nell'ostico collegio Roma 4 e attacca Letta
Monica Cirinnà (Getty)

Attacchi a Letta e Pd: «Gestione pessima di accordi e liste»

«Siamo di fronte a una gestione pessima sia degli accordi, che delle liste, che delle candidature», ha proseguito Monica Cirinnà. L’attacco è frontale, diretto sia al segretario Enrico Letta sia ai vertici dello stesso Pd. «Ci troviamo con degli alleati che ora sono diventati nemici, insieme a degli alleati che poco portano in termini di valore aggiunto al centrosinistra. Il partito nazionale ha deciso di darmi una schiaffo, mettendomi su un collegio uninominale dato perdente dai sondaggi, difficile, senza paracadute e senza che io lo sapessi».

Cirinnà: «Mi candido per la comunità che me lo chiede»

In uno dei passaggi cruciali della conferenza, Monica Cirinnà ha poi specificato che «farò questa battaglia per salvare l’Italia da una destra oscurantista e dai fascisti, e perché una grande comunità me lo chiede: malati terminali, persone Lgbt, bambini arcobaleno, detenuti, di cui il Pd deve occuparsi». Soprattutto dal mondo Lgbtq+ sono arrivato appelli alla senatrice per tornare sui propri passi dopo l’iniziale rinuncia. La senatrice è diventata un vero simbolo della lotta per l’uguaglianza da quando nel 2016 è entrata in vigore la legge che porta il suo nome e ha istituzionalizzato le unioni civili. Tra le battaglie recenti, invece, c’è quella per avere i 24mila euro ritrovati all’interno della cuccia del suo cane in modo da donarli all’associazione Olympia de Gouges che si occupa di contrastare la violenza contro le donne nella zona di Grosseto.

Cirinnà fa dietrofront: «Schiaffo dal Pd ma mi candido». La senatrice accetta la candidatura nell'ostico collegio Roma 4 e attacca Letta
Monica Cirinnà (Getty)