Miur, corruzione: Giovanna Boda e altri 14 verso il processo

Annarita Faggioni
29/08/2022

La corruzione tra le mura del Ministero avrebbe avuto un valore di 23,5 milioni di euro, a fronte di una bustarella da 3,2 milioni e diversi benefit aggiuntivi.

Miur, corruzione: Giovanna Boda e altri 14 verso il processo

Corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, per l’esercizio della funzione, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio: con queste accuse si chiudono le indagini a carico dell’ex capo del Dipartimento del Ministero dell’Istruzione, di un imprenditore e di altre 13 persone a vario titolo. L’indagine coinvolge anche tre società e una fondazione, riferite sempre all’imprenditore. Stando alle indagini, l’uomo d’affari avrebbe ricevuto circa 23,5 milioni di euro di appalti scolastici con promessa di denaro o pagamenti per circa 3,2 milioni di euro.

Miur, corruzione: le indagini

Stando agli inquirenti, al MIUR la corruzione avrebbe portato l’ex capo a fornire via mail la bozza di un bando di gara all’imprenditore prima che uscisse. L’inchiesta era partita nell’aprime 2021. La donna, indagata, aveva tentato il suicidio. A marzo 2022, per sette persone era arrivata la misura cautelare e 120mila euro erano finiti sotto sequestro. Sempre secondo gli inquirenti, l’ex capo avrebbe ricevuto carte prepagate, corsi di musica e sci, un soggiorno in hotel, 20 assunzioni, visite per la chirurgia plastica, una vacanza in baita, biscotti, bollette del gas pagate e l’affitto di un appartamento. Anche altre persone avrebbero ricevuto benefit, come appartamenti, ristrutturazioni, camere, scooter e PC.

Stando alle indagini, gli impiegati del Miur accusati di corruzione avrebbero preteso mazzette e regali in cambio di favori.
Riciclo denaro

Due persone hanno visto stralciata la loro posizione per patteggiamento. La prima avrebbe aiutato gli inquirenti durante le indagini, mentre l’altra avrebbe chiesto direttamente il patteggiamento. La loro posizione è quindi stralciata dal filone principale e non andranno a processo.

Verso il processo

La disposizione di chiusura delle indagini mostra anche tra le persone offese il MIUR, l’Agenzia delle Entrate e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella sede del Dipartimento delle Pari Opportunità. Secondo la Procura, l’imprenditore sarebbe stato presente anche ad alcune riunioni del Ministero.

Stando alle indagini, gli impiegati del Miur accusati di corruzione avrebbero preteso mazzette e regali in cambio di favori.
Miur

Il bando che sarebbe stato oggetto di corruzione riguardava il finanziamento di progetti scolastici per il contrasto della povertà educativa. Secondo la normativa vigente, l’imprenditore non avrebbe dovuto sapere i dettagli del bando prima della sua pubblicazione.