Michela Murgia, il 9 gennaio esce il libro postumo intitolato Dare la vita

Camilla Valerio
28/12/2023

Sarà un pamphlet curato per Rizzoli da Alessandro Giammei, ricercatore di letteratura italiana all’università di Yale e uno dei figli d'anima della scrittrice morta il 10 agosto 2023. L'opera tratterà di maternità e famiglia queer.

Michela Murgia, il 9 gennaio esce il libro postumo intitolato Dare la vita

Il 9 gennaio 2023 sarà pubblicato il libro postumo di Michela Murgia. Un’opera sotto forma di pamphlet curata da Alessandro Giammei, ricercatore di letteratura italiana all’università di Yale e uno dei figli d’anima della scrittrice sarda morta il 10 agosto 2023. Il libro, edito da Rizzoli, tratterà di temi di cui Murgia ha parlato molto e pubblicamente negli ultimi mesi di vita come la famiglia queer e la maternità. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Michela Murgia, di cosa parla il libro Dare la vita in uscita il 9 gennaio 2023 per Rizzoli 

L’ultima fatica di Murgia si prospetta, secondo le parole di chi lo ha curato, «un libro toccante». I temi che tratterà ruoteranno intorno al macro argomento della famiglia e della maternità. Sempre stando alle parole del ricercatore, il libro doveva parlare solo di Gpa (gestazione per altri) ma è diventato con il tempo qualcosa di più profondo, molto probabilmente anche a causa delle condizioni di salute in cui si trovava la sua autrice. Il libro, infatti, è stato scritto negli ultimi mesi di vita di Murgia che era già ampiamente consapevole delle condizioni che lei stessa considerava irreversibili.

I post su Instagram sulla famiglia queer

Della famiglia queer, la scrittrice sarda aveva parlato a lungo tramite i suoi social e nelle sue ultime apparizioni pubbliche. In uno dei suoi ultimi post sul suo profilo Instagram aveva tuonato: «Trovo scandaloso che nel 2023 la nostra specie, che nella sua arroganza pretende di essere la più evoluta del pianeta, continui a considerare la propria riproduzione come un fatto di sangue del sangue, la cosa più fascista che esista, che nega la volontà, la scelta d’elezione, la specialità meravigliosa di amare qualcunə in modo assolutamente libero, senza dipendere da nessun destino genetico. Il primo marcatore della queerness è la generazione di volontà, la capacità non di “ri-prodursi”, banalmente animalesca, ma di moltiplicarsi, un verbo che relega il sangue a una delle possibilità di essere e restare umani, ma non l’unica e forse alla fine neanche la migliore possibile».

 

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