Il metaverso secondo Zuckerberg

Redazione
27/07/2021

Un universo parallelo, in cui gli utenti si muovono e interagiscono grazie alla realtà aumentata. Come nei videogiochi di ultima generazione. Il futuro di Facebook spiegato dal suo creatore.

Il metaverso secondo Zuckerberg

Il futuro di Facebook è il metaverso. Ne è convinto Mark Zuckerberg che in un’intervista a The Verge ha spiegato che realizzarlo sarà l’obiettivo nei prossimi cinque anni. Ma cosa è il metaverso? Si tratta di un mondo parallelo in cui ognuno attraverso un avatar può costruire la propria realtà virtuale e dove, soprattutto, gli utenti sono interconnessi, senza limiti. Un po’ come avviene nei videogiochi di ultima generazione.

Il padre del metaverso è lo scrittore Neal Stephenson

Il termine metaverso è stato utilizzato per la prima volta da Neal Stephenson nel romanzo fantascientifico del 1992 Snow Crash e indica una convergenza di realtà fisica, aumentata e virtuale in uno spazio online condiviso. Precursori del metaverso in questo senso sono giochi come Fortnite: Battle Royale, Roblox e Minecraft. Per trasformare Facebook in un universo virtuale Zuckerberg punta su Oculus e sulla produzione di visori per realtà aumentata in grado di interagire sia con il mondo esterno sia sui social. Secondo il fondatore di Fb le persone non sono fatte per interagire con i «piccoli rettangoli luminosi» dei loro smartphone. Una convinzione che si è rafforzata in questo anno e mezzo di pandemia. Prendiamo le videocall: sono diventate la quotidianità e spesso sono l’unico modo per interagire con amici o colleghi. Eppure, ricorda Zuckerberg, siamo abituati a muoverci nello spazio insieme con altre persone. Un’esperienza che grazie al metaverso potrà essere riprodotta. «In futuro sarà possibile sedersi come un ologramma su un divano, ci sembrerà di essere nello stesso luogo anche se a migliaia di chilometri di distanza».

Il metaverso è la cosa che più si avvicina al teletrasporto

Secondo Zuckerberg, il metaverso «porterà enormi opportunità: ai creatori individuali e agli artisti; agli individui che vogliono lavorare e possedere case lontano dai centri urbani di oggi; e alle persone che vivono in luoghi dove le opportunità di istruzione o ricreazione sono più limitate. Un metaverso realizzato potrebbe essere la cosa che più si avvicina a un dispositivo di teletrasporto».