Matteo Renzi: «Veto del Pd vendetta personale ma ci apre spazio politico»

Annarita Faggioni
06/08/2022

Letta, Calenda, Di Maio e Berlusconi: non le manda a dire Matteo Renzi, che punta ad ottenere il 5% dei consensi alle prossime elezioni.

Matteo Renzi: «Veto del Pd vendetta personale ma ci apre spazio politico»

«Credo che il motivo per cui Letta abbia parlato con tutti tranne che con noi sia legato a piccole vendette personali per le vicende del passato. Non si spiega una coalizione che mette insieme storie totalmente diverse che parte da un veto a una e una sola forza politica. Evidentemente Enrico pensava di ferirci (…)». Con queste parole Matteo Renzi sostiene che il veto posto dal PD nei suoi confronti sia frutto di una vendetta personale.

Matteo Renzi: “Veto del Pd vendetta personale”

Intervistato dal Corriere della Sera, ha ribadito la corsa in solitaria per parlare di inflazione, guerra, energia e cultura e ha rifiutato di partecipare ad una «coalizione finta e posticcia». Anche nel caso di un’alleanza tra sinistra e Cinque Stelle, ha spiegato, la sua scelta sarebbe quella di presentarsi comunque da solo alle prossime elezioni.

A chi gli ha chiesto come c’è rimasto quando Emma Bonino ha dichiarato di non volerlo nell’alleanza di centrosinistra, ha ammesso di essersi dispiaciuto per il popolo delle feste dell’Unità fatto di militanti sinceri e appassionati. «Voteranno per Di Maio che accusava il Pd di rubare i bambini con l’elettroshock e staranno con chi ha votato 55 volte no alla fiducia a Mario Draghi. Ma è un problema loro, non mio», ha aggiunto. E ancora: «Mi sembra che la strategia del segretario stia facendo male ai dem. Ma siccome stanno aspettando la direzione delle candidature, stanno tutti zitti e buoni. Si scateneranno dopo la sconfitta, è una tradizione a sinistra».

La proposta di Silvio Berlusconi

In compenso, Silvio Berlusconi gli ha proposto di passare al centrodestra ma Renzi ha rifiutato. Draghi è andato a casa per l’azione di Conte ma anche per la sfiducia di Salvini e Berlusconi, e a lui questo basta per dire che Forza Italia ha commesso un errore clamoroso. «Molti moderati voteranno per noi, a condizione che non ci alleiamo con il Pd. E molti riformisti voteranno per noi, a condizione che non ci alleiamo con la destra. Questo è esattamente ciò che faremo», ha concluso prima di annunciare di puntare almeno al 5%.