Matteo Del Fante si rifugia al Circolo Aniene, la scultura di Jago all’Olimpico e le altre pillole del 5 agosto

Luca Di Carmine
05/08/2022

Matteo Del Fante che si rifugia al Circolo Aniene. L'entusiasmo della Lega di Seria A e del Mic per la scultura di Jago all'Olimpico. Le spiagge italiane a basso costo e i milanesi pazzi per la birra. Le pillole della giornata.

Matteo Del Fante si rifugia al Circolo Aniene, la scultura di Jago all’Olimpico e le altre pillole del 5 agosto

Andare a cena a Roma in un ristorante famoso, magari frequentato dai paparazzi? Meglio di no. Almeno per un manager accorto come Matteo Del Fante. Il numero uno di Poste Italiane è molto attento alla privacy, e quando deve fare un incontro importante si rifugia in un posto riservato, dove si mangia bene e c’è tanto fresco, anche nelle giornate estive più calde. E dove va Del Fante? Al Circolo Canottieri Aniene. Come ha fatto l’altra sera.

Lega di Serie A e Mic entusiasti per la scultura di Jago all’Olimpico

Che ci fa una scultura in mezzo allo Stadio Olimpico di Roma? È una mostra di Jago, L’Arte dell’Integrazione, organizzata dalla Lega Serie A in collaborazione con Sport e Salute. Jago ha esposto sul prato dell’Olimpico la propria scultura raffigurante un migrante intitolata Marmo Italiano, realizzata in marmo nero. L’opera, spiega lo stesso artista, «rappresenta un giovane uomo disteso su un fianco e intende focalizzare l’attenzione su temi come l’accoglienza, l’integrazione e le sofferenze di tutti coloro che sono costretti a fuggire dalla propria terra, a causa della guerra o delle difficoltà più disparate, nella speranza di un nuovo inizio». Un’opera che è stata installata in gran segreto da Jago, a inizio estate, su una nave di Sos Méditerranée. La scultura, sbarcata pochi giorni fa in Italia, prosegue ora il suo viaggio con destinazione Roma. Grande entusiasmo da parte di Vito Cozzoli, presidente di Sport e Salute: «Arte, cultura e sport sono portatori di valori comuni: apertura, inclusione, integrazione e relazioni con l’altro». E non parliamo delle frasi del presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini: «Siamo molto contenti che Jago, un artista italiano di fama internazionale, abbia accolto subito e con entusiasmo la proposta di realizzare questo progetto insieme a Lega Serie A e Sport e Salute. Si tratta di un’iniziativa che rispecchia appieno i valori che la Serie A porta avanti da tempo attraverso il suo impegno in campo sociale, in particolare sul fronte dell’integrazione e della lotta alle discriminazioni. Promuovere la tutela dei diritti umani è alla base dell’olimpismo e sono felice che questo progetto si realizzi qui, a Roma, nello stadio Olimpico». E mentre si celebra l’olimpismo casiniano, nello stadio ecco apparire i ‘grandi capi’ del dicastero guidato da Dario Franceschini: l’onnipresente Salvo Nastasi, con il figlio di Carlo Verdone, Paolo, alto dirigente del Mic. Quindi Mattia Morandi, il comunicatore franceschiniano. E Annalisa Cipollone, capo di gabinetto del ministero, la “bestia nera” del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca (e infatti valorizzata dal numero due del Pd lettiano). Infine, il potentissimo Giuseppe Chiné del Mef, il dicastero retto da Daniele Franco: una passione gigantesca per il mondo del pallone e per l’arbitraggio, tanto da diventare il Procuratore Federale della Federcalcio. Ma quante personalità della burocrazia riesce a riunire una piccola mostra…

Matteo Del Fante si rifugia al Circolo Aniene, la scultura di Jago all'Olimpico e le altre pillole del 5 agosto
La scultura di Jago all’Olimpico (da Fb).

Tutti in cerca delle spiagge a basso costo

L‘estate 2022 è la stagione della vera ripartenza col ritorno dei flussi turistici ben al di sopra degli anni pre-Covid e sono molte le spiagge, da Nord a Sud, che riescono ad offrire servizi di qualità a costi particolarmente vantaggiosi. Una ricerca di Federbalneari Italia indica tra le spiagge low-cost italiane l’intramontabile Riccione, in Emilia-Romagna, insieme a Bellaria-Igea Marina, Lignano Sabbiadoro, la spiaggia per eccellenza del Friuli Venezia-Giulia e la super organizzata Bibione in Veneto. Scendendo al centro, troviamo almeno tre località a buon mercato nel Lazio, Anzio e Ostia, la spiaggia di Ladispoli e Santa Marinella col suo Castello di Santa Severa sul mare dove si può anche pernottare. Ci sono poi Civitavecchia, passando per la costa viterbese di Tarquinia sito Unesco, e Montalto di Castro con gli scavi di Vulci. Ancora più a sud, in Puglia, Rodi Garganico che riesce a coniugare servizi di qualità con prezzi contenuti, cosìcome Maratea in Basilicata, per finire con la bella Sicilia, a Licata, nell’agrigentino o sulla meravigliosa costa della Calabria, nel villaggio turistico a Condofuri dove si può dormire a pochi metri dal mare in una cornice naturale unica. Non dimentichiamo poi la spiaggia di Reggio Calabria. «In generale, tutte le regioni, anche quelle che sono considerate mete turistiche costose, offrono opportunità di soggiorno alquanto diversificate», dice Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia. «Spesso basta spostarsi di qualche chilometro dai lidi più frequentati e rinomati, ma non per questo necessariamente i più belli, per trovare dei borghi di mare alternativi, ben collegati, organizzati e con prezzi più bassi». Evviva.

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Milano guida la classifica italiana del consumo di birra (Getty Images).

Milano guida il consumo della birra

Birra regina del week-end a Milano, Roma e Torino: viene bevuta principalmente tra sabato e domenica, meglio se insieme alla pizza e, a sorpresa, al sushi. Milano è capofila dei consumi, con il 50 per cento del totale delle birre ordinate attraverso l’app di Getir: nel capoluogo meneghino in quasi tre carrelli su 10 (23 per cento) la birra è ordinata insieme alla pizza, in quasi due su 10 (14 per cento) accompagna il sushi, mentre in un caso su dieci accompagna i piatti pronti. Al secondo posto Roma con il 35 per cento del totale delle bottiglie consegnate, con una grande preferenza per la più classica delle accoppiate, tanto che pizza e birra appaiono vicine nel carrello dei romani nel 28 per cento dei casi, mentre sushi e piatti pronti seguono a distanza rispettivamente con il 9 e l’8 per cento. A Torino il consumo di birra si attesta intorno al 15 per cento delle birre consegnate da Getir. E gli utenti Getir si mantengono fedeli alle marche tradizionali come Ichnusa e Moretti, Peroni ePeroni Nastro Azzurro, Poretti e le birre tedesche con Beck’s tra le preferite. Tra le circa 60 birre offerte, sono ben 15 le etichette di birre di produzione locale, in prevalenza italiane e consegnate fresche grazie alle partnership con i birrifici locali. Un assortimento ideato per costruire forti connessioni con le comunità locali: a Milano, ad esempio, sull’app è possibile trovare le birre del Birrificio Milano, a Roma del Birrificio Birradamare, mentre a Torino è il Birrificio Beer In a trovare spazio nell’app.