Matteo Bassetti: «Disponibile a fare il ministro della Salute»

Debora Faravelli
10/08/2022

L'esperto ha anche elencato le sue priorità qualora dovesse diventare l'inquilino di via Ribotta, dalla campagna vaccinale ad una nuova politica di convivenza con il Covid. 

Matteo Bassetti: «Disponibile a fare il ministro della Salute»

L’infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti ha dichiarato che sarebbe «onorato, lusingato e a disposizione» se qualcuno gli chiedesse di fare il ministro della Salute del prossimo governo. Le sue parole arrivano dopo alcune indiscrezioni secondo cui il centrodestra starebbe pensando di puntare anche su nomi di outsider e tecnici per la formazione di un eventuale esecutivo.

Matteo Bassetti disponibile a fare il ministro

Intervistato dall’Adnkronos Salute, l’esperto ha confermato la sua disponibilità come tecnico all’interno del ministero della Salute. Con che ruolo, se di titolare, sottosegretario o altro, verrebbe stabilito solo una volta avviata la trattativa. «Amo il mio lavoro e penso di conoscere abbastanza la materia della sanità, essendomi laureato più di 25 anni fa, lavorando nel Servizio Sanitario Nazionale da oltre 20 anni, essendo direttore di una Struttura operativa complessa di un ospedale dal 2011 e facendo il professore universitario», ha spiegato per avvalorare la sua competenza in materia.

Un elemento chiave che deve possedere il titolare della Salute, a suo dire, dato che «non c’è tempo di aspettare che qualcuno si impratichisca». Già negli ultimi tre anni, ha osservato Bassetti, quello di Viale Ribotta è diventato un ministero strategico dove si tende a mettere dei tecnici: «Poi, chiunque sarà, andrà bene». Intanto lui la sua disponibilità l’ha offerta, forte di due anni di esperienza al fianco di Giovanni Toti nella gestione delle politiche sanitarie regionali legate al Covid.

Le priorità dell’infettivologo

Quanto a ciò che farebbe una volta arrivato al Ministero, ha elencato diverse azioni che ritiene prioritarie. Tra queste un restyling della riforma della sanità, la campagna vaccinale contro il Covid, quella per il vaiolo delle scimmie e l’elaborazione di una nuova modalità di gestione del coronavirus all’insegna di una convivenza con esso. «Sono tante le cose che possono essere migliorate rispetto a quanto fatto fino ad oggi», ha concluso.