La voglia Matta

Stefano Iannaccone
26/01/2022

Crescono gli irriducibili del Mattarella bis. Si va dai senatori M5s ai fedelissimi di Di Maio fino alla corrente dem di Orfini e a una fetta di Forza Italia. Ma come convincere il presidente uscente a restare? Secondo molti, l'unico a potercela fare è Draghi.

La voglia Matta

Il dato è che il Presidente della Repubblica uscente ha ottenuto più preferenze di tutti alla seconda votazione. Sono stati 39 i voti, come quelli di Paolo Maddalena, candidato di bandiera di parte del gruppo Misto e della componente l’Alternativa. Un fatto significativo, l’unico vero uscito dallo scrutinio di ieri, al di là delle dichiarazioni.

Un bis di Mattarella per garantire stabilità ed evitare elezioni anticipate

Suo malgrado, Sergio Mattarella resta in campo. In una giornata interlocutoria, in cui i leader hanno ingaggiato il braccio di ferro sulle rose di nomi, una parte dei grandi elettori, il 4 per cento, ha fatto sentire la propria voce, chiedendo ai partiti di andare nella direzione del Mattarella bis. Già nella giornata di lunedì, un parlamentare di peso del Movimento 5 stelle aveva avvisato: «Da domani (martedì, ndr) vedrete un aumento sensibile dei voti a favore di Mattarella». Un ragionamento chiuso con una previsione: «Saranno almeno il doppio rispetto alla prima votazione». Pallottoliere alla mano, è andata proprio così: da 16 si è passati appunto a 39. Ma cosa c’è dietro a questa posizione? Alla Camera tra i capannelli si leva un solo sospiro: «Solo Mattarella può farci uscire da questa situazione». Nel discorso c’è un mix di due fattori: la resistenza nei confronti dell’elezione di Mario Draghi al Colle, un sentimento che attraversa deputati e senatori di varia estrazione, e la necessità di garantire stabilità al quadro politico e la fine naturale della legislatura. È nato così una sorte di fronte per lanciare un messaggio ai vari Salvini, Letta, Conte: i grandi elettori sono i detentori finali della decisione, che possono in un attimo indossare i panni dei franchi tiratori. «I leader devono ascoltare quello che accade qua dentro, non possono rinchiudersi nelle stanze a cercare accordi da sottoporci senza un vero confronto. Perché poi non devono meravigliarsi se spuntano fuori i franchi tiratori», è la sintesi consegnata da un altro deputato pentastellato a Tag43.

chi sostiene il Mattarella Bis
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (Getty Images).

Di Maio, Orfini e una fetta di Forza Italia: il fronte del bis

All’interno del gruppo pro-Mattarella ci sono sicuramente i senatori del Movimento 5 stelle, che fin dalla prima assemblea sul Quirinale hanno espresso la loro posizione: lavorare sulla rielezione dell’attuale Capo dello Stato. Una prospettiva che in quei giorni spiazzò il leader del M5s Giuseppe Conte, che nel frattempo indicava altre prospettive, non escludendo un nome di centrodestra e mettendo in campo la proposta di una donna al Colle. L’iniziativa dei senatori ha prontamente fatto breccia anche nel M5s alla Camera, con la benedizione silenziosa del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che può contare su un sostanzioso drappello di fedelissimi a Montecitorio. La tesi continua ad affascinare un’ampia fascia del Pd. L’ala che fa riferimento a Matteo Orfini si è esposta da settimane sulla tesi a spingere per il Mattarella bis, in qualsiasi modo, lanciando segnali nelle votazioni. A oggi non risultano agli atti passi indietro rispetto a quella posizione. La corrente che fa capo al ministro della Cultura, Dario Franceschini, resta scettica dinanzi allo scenario. La tentazione, però, inizia a maturare: il ministro dei Beni culturali è uno dei più tenaci avversari dell’opzione che prevede il trasloco di Draghi al Quirinale. Una ricognizione, quindi, non si esclude. Così come nel centrodestra, soprattutto in Forza Italia, i berlusconiani più ferventi accarezzano l’idea di confermare Mattarella alla Colle. Dopo il dolore per la sconfitta di Silvio Berlusconi, appare come il male minore. Diverso il discorso per la Salvini e Renzi, che «in passato hanno ricevuto il no alle elezioni anticipate. Un colpo alla loro carriera». D’altra parte di fronte a un moto impetuoso verso il bis, non potrebbero tirarsi indietro.

quirinale: il fronte che continua a sostenere il mattarella bis
Sergio Mattarella e Mario Draghi (Getty Images).

Solo Draghi può convincere il presidente ad accettare 

Insomma, tutto lineare sulla carta. Ma manca un pezzo, quello più importante, praticamente decisivo: come si fa a convincere Mattarella che ha ripetuto in ogni modo, e in qualsiasi circostanza, di non voler accettare il bis per una serie di ragioni più che valide? La strategia è spiegata da un deputato del Pd: «È una sorta di matrioska. I leader dei partiti, sollecitati dagli appelli e soprattutto dal voto dei gruppi parlamentari, devono andare, compatti, da Draghi per chiedere di convincere Mattarella ad accettare la rielezione. A quel punto Draghi dovrà chiedere al Presidente di fare uno sforzo ulteriore, in una sorta di mutuo soccorso, per superare le sue resistenze». Un progetto articolato, ma «tutt’altro che impossibile», ripetono varie fonti a Tag43. In una situazione così fluida occorre comprendere come andrà la terza votazione. Se il fan club di Mattarella continuerà a crescere, a quel punto i leader dovranno farsi una domanda. Per non restare impallinati dai franchi tiratori.