Bonn in the Usa

Stefano Grazioli
16/10/2021

Nato nella città che fu capitale della Germania Ovest, classe 1963, è entrato alla Welt come direttore alla fine degli Anni 90 fino a diventare erede dell'impero dell'editoria tedesco. Chi è Mathias Döpfner, il ceo che sorride a Washington.

Bonn in the Usa

Poco più di un anno fa il quotidiano Die Tageszeitung titolava: “Mathias Döpfner diventa Axel Springer“. Forse la sintesi più azzeccata per riassumere la consacrazione definitiva del manager e giornalista a erede dell’impero editoriale tedesco che controlla tra gli altri Die Welt e la Bild.

L’impero Axel Springer: dalla nascita al controllo da parte di KKR

Axel Spinger è stato il fondatore del più potente impero mediatico tedesco del Dopoguerra. Nel 1946 cominciò a stampare  calendari ad Amburgo con il padre, poi mise a segno il primo colpo con Hör Zu, settimanale con i programmi radiofonici, seguito all’inizio degli Anni 50 dalla Bild Zeitung, quotidiano popolare che ancora oggi vende milioni di copie. Poi arrivarono tra gli altri Die Welt e il Berliner Morgenpost. Sposato cinque volte, l’ultima nel 1978 con Friede che faceva la babysitter dal 1965 a casa Springer e che è diventa l’amministratrice di un impero che in oltre mezzo secolo ha influenzato la storia tedesca. Morto nel 1985, non ha potuto vedere la Germania riunificata e nemmeno la trasformazione di quello che era era già un colosso editoriale in una azienda globale che oggi è controllata da KKR & Co. Inc., fondo di Private Equity che gestisce oltre 200 miliardi di dollari, uno dei poteri forti d’Oltreoceano. E a guidare adesso la Axel Spriger Verlag SE c’è appunto Mathias Döpfner.

il profilo del ceo di axel springer mathias dopfner
Mathias Döpfner, ceo di Axel Springer (Getty Images).

Così Döpfner da direttore della Welt è diventato erede della casa editrice

Nato a Bonn da una famiglia benestante nel 1963, Döpfner appartiene da sempre all’élite tedesca. Prima il matrimonio con Ulrike Weiss, figlia del ceo di Deutche Bank Ulrich, poi si è sposato in seconde nozze con Julia Stoschek, erede dell’omonima famiglia di miliardari che controllano il Gruppo Brose, leader nella componentistica per automobili. Döpfner è entrato come direttore a Die Welt alla fine degli Anni 90, per poi passare dal 2000 nel consiglio di amministrazione di Axel Springer. Col tempo è diventato uno di famiglia. Friede Springer, per dire, ha fatto da madrina al suo secondo figlio e soprattutto gli ha regalato nel 2012 il 2 per cento dell’azienda, quantificato allora in circa 72 milioni di euro. Nell’agosto 2019 KKR è diventato il maggiore azionista della casa editrice con il 43,54 per cento del capitale, pagando 2,9 miliardi di euro e valutando l’azienda 6,8 miliardi. Friede Spiegel deteneva il 43,54 per cento e Mathias Döpfner il 2,8 per cento. L’anno successivo, Frau Springer ha trasferito 1,5 miliardi di dollari di azioni a Döpfner, rendendolo di fatto erede dell’impero.

La mano tesa verso Washington in chiave anti-russa e anti-cinese

Se c’è dunque un nome per uno dei poteri forti in Germania questo è Mathias Döpfner. Non è un caso poi che, secondo la buona tradizione di casa Springer, ci sia una stretta alleanza con gli Stati Uniti. I media di Springer sono stati sempre molto vicini a Washington, tanto che ancora oggi tra i cinque punti essenziali che guidano la società si trova “il sostegno all’Alleanza transatlantica fra gli Stati Uniti d’America e l’Europa”. Potrebbe essere una dichiarazione generica, ma in realtà non lo è, soprattutto in questi tempi in cui si assiste a un parziale ritorno alla Guerra fredda tra Usa e Russia e a un duello più globale tra Stati Uniti e Cina: la guerra di propaganda corre su tutti i media, quelli di Springer-Döpfner compresi. Lo confermano ad esempio la regolari filippiche del direttore della Bild Julian Reichelt che non perde occasione per bacchettare Putin o Xi Jinping nel solco di una linea editoriale costantemente anti-russa e anti-cinese; o, ancora, la posizioni di Die Welt sul raddoppio del gasdotto Nordstream, da sette anni a questa parte speculari ai voleri di Obama, Trump e Biden.

Chi è Mathias Döpfner, il ceo di Axel Springer
Mathias Döpfner insieme a Mark Zuckerberg (Getty Images).

L’acquisizione di Politico rafforza l’asse con gli Usa

Non solo, l’ultimo colpo di Mathias Döpfner – che nel 2015 aveva acquistato l’88 per cento del sito Usa Business Insider, nell’agosto scorso è stata l’acquisizione di Politico per un miliardo di dollari. Una piattaforma che aveva già attraversato l’Atlantico e la cui versione europea dal 2014 apparteneva al 50 per cento proprio a Springer. Questioni di soldi da investire e moltiplicare per KKR, ovviamente, ma anche l’intenzione di rafforzare in Europa sulle questioni globali la voce di Washington. Döpfner vuole fare della Springer un colosso mondiale dell’informazione digitale e della pubblicità, fuori dai confini tedeschi ed europei ormai diventati troppo stretti. L’asse con il grande investitore americano è un mezzo per raggiungere il fine.