Come se fosse Al Thani

Marco Zini
14/02/2022

Inaugurato in pompa magna dall'allora premier Matteo Renzi e finanziato dal Qatar, il Mater Olbia si è rivelato un pozzo di perdite. Che per un accordo siglato nel 2017 e poi rinnovato lo scorso agosto la Regione Sardegna copre ogni anno.

Come se fosse Al Thani

Un ospedale costato 1,2 miliardi di euro, il cui cantiere nel 2015 fu inaugurato in pompa magna dall’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi e dall’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani. Un’opera titanica quella del Mater Olbia, l’ospedale voluto dalla influente Hind bint Hamad Al Thani, presidentessa della ricchissima Qatar Foundation, e pensato come un centro medico di eccellenza per i bimbi del Mediterraneo. E che doveva essere anche una risposta alla crisi occupazionale che attanagliava l’Isola, con i lavoratori di Alcoa e Meridiana in cassa integrazione.

Le perdite del Mater Olbia accollate alla Regione Sardegna

Belle intenzioni, in gran parte però disattese, con in più l’amara beffa che le perdite del nosocomio vengono saldate dai contribuenti sardi. Infatti la faraonica costruzione, coordinata dall’italiano Lucio Rispo, un ex dirigente di Finmeccanica ora responsabile degli investimenti italiani della Qatar Foundation Endowment, che all’epoca fu molto attivo nel sovrintendere alla costruzione dell’ospedale, deciderne i fornitori per fare in modo che la dotazione tecnologica fosse di primario livello. Partner operativo della fondazione il Vaticano, nella decisione dei fornitori e nel sovrintendere la costruzione e la dotazione tecnologica di classe A mondiale della struttura, non solo non è divenuto un centro di eccellenza clinico, ma produce notevoli perdite annuali, che, tuttavia, non sono coperte dalla ricca fondazione e dal suo partner operativo attraverso le sue strutture sanitarie, prima il Bambin Gesù, poi l’Idi, ora il policlinico Gemelli.

le perdite del mater olbia le copre la regione sardegna
Lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani (Getty Images).

Un buco che quest’anno toccherà i 20 milioni di euro

Ma sia i qatarini, sia il Vaticano si erano peritati di proteggersi dai costi stipulando un accordo con la Regione Sardegna che sostanzialmente ne copriva le perdite “a piè di lista”. La prima delibera in proposito risale al 2017, ed è stata confermata l’11 agosto del 2021 per altri due anni. Si tratta di un buco da 15 milioni di euro l’anno, che saliranno a 20 nell’esercizio in corso come certificato da un audit di Ernst & Young. Una situazione insostenibile per le casse della Regione, che ha provocato scossoni all’interno del Mater Olbia. Prima la situazione ha fatto da scaturigine alle dimissioni di Rocco Bellantone, chirurgo endocrinologo di fama presso il Gemelli, che era amministratore delegato della società Mater Olbia e teneva i rapporti con le autorità locali.

le perdite del Mater Dei di Olbia a carico della regione sardegna
Matteo Renzi con l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani nel 2016 (Getty Images).

Il cambio al vertice: via Rocco Bellantone dentro Marcello Giannico

Poi, nel gennaio di quest’anno, la nomina a suo successore di Marcello Giannico, scelto di comune accordo di Qatar e Vaticano, ex direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia prima di tornare in Sardegna dove peraltro era già stato come direttore generale della Asl di Sassari. Giannico è considerato l’ultima carta per cercare di limitare l’emorragia di perdite, che però rischia dissanguare le casse pubbliche regionali dell’ente già oggetto di critiche per l’accordo oneroso stipulato. E che di fatto sancisce un paradosso, ovvero che sono i soldi dei sardi a finanziare la già ricchissima Qatar Foundation. Il cui rappresentante, Rispo, si sta dando un gran daffare per rimediare alla sempre più insostenibile situazione del Mater Olbia. Che doveva essere un’eccellenza della Sardegna, e rischia invece di finire come una cattedrale nel deserto popolata più da professionisti romani che da pazienti dell’Isola.