Porno e videogame? Tutta colpa del femminismo

Giovanni Sofia
02/11/2021

Il senatore repubblicano del Missouri Josh Hawley è convinto che la dipendenza da film hard e giochi sia dovuta al «declino della mascolinità celebrato dalla sinistra».

Porno e videogame? Tutta colpa del femminismo

Sono gli effetti di una lotta senza frontiere allo stereotipo del maschilismo tradizionale. Contro la quale occorre ribellarsi. Josh Hawley, senatore repubblicano del Missouri ha giustificato più o meno così l’aumento del consumo di pornografia e delle ore trascorse davanti ai videogiochi negli Stati Uniti. Un’impennata non documentata da alcuna fonte, ma testimoniata «da un declino costante celebrato dalla sinistra, al quale io non posso unirmi. Ma, nessuno in realtà dovrebbe». Lo ha detto alla National Conservatism Conference di Orlando, dove il 41enne ha parlato di virilità, ritenendola sotto attacco e invitando gli uomini a riprendere i ruoli tradizionali.

La moderna visione distorta della mascolinità secondo Hawley

Una posizione sui generis, a cui il repubblicano non è nuovo. Lo scorso 6 gennaio, infatti, era stato sorpreso ad aizzare la folla prima dei disordini del Campidoglio. Nell’occasione, il suo discorso venne paragonato a quelli tenuti dai Proud Boys, gruppo di estrema destra che si oppone al femminismo, convinto che gli uomini siano sotto attacco delle élite liberali. «Possiamo davvero essere sorpresi nell’ascoltare che dopo anni in cui ci è stato detto che l’uomo e la virilità costituiscono un problema, siano sempre più coloro che si stanno rifugiando nell’ozio, nella pornografia e nei videogiochi?».

Domande retoriche finite a stretto giro sul The Federalist, quotidiano apertamente di destra e buone ad animare il dibattito social: «Se lui è un esperto di mascolinità, io vorrei perdere qualche minuto a discutere di fisica quantistica», ha replicato ironico il democratico e veterano di guerra Jason Kander su Twitter. Lo stesso hanno fatto in molti, cercando di sdrammatizzare. Il messaggio di Hawley, d’altronde, contiene passaggi surreali: «La sinistra vuole ridefinire i canoni della mascolinità tradizionale. Descrivono le tradizionali virtù – coraggio e indipendenza – quali pericoli per la società».

Chi è il senatore repubblicano Josh Hawley

Figlio di un banchiere, Hawley ha frequentato una scuola privata per poi studiare a Stanford e Yale. Ha lavorato per il capo di Giustizia della corte suprema John Roberts, prima di diventare professore di diritto. Difensore di Brett Kavanaugh, lo ha sostenuto apertamente nella circostanza della nomina alla Corte suprema nel 2018, quando fu accusato di violenza sessuale. «I ragazzi sono sempre più trattati come una malattia in cerca di cura. Colpa anche di Hollywood e del suo modo di affrontare la mascolinità in modo distorto e fino alla nausea. Gli osservatori della storia, invece, dagli antichi romani a giorni nostri, l’hanno ritenuta virtù indispensabile per garantire la libertà politica».

Ma non ci sarebbero solo pornografia e gaming. Hawley ha messo in risalto anche ipotetici collegamenti con disoccupazione e aumento dell’età media per contrarre matrimonio. «Aggressività, competitività e indipendenza hanno un lato positivo che si traduce nella possibilità di proteggere e responsabilizzare gli altri». Premesse altisonanti a cui non hanno fatto seguito proposte, piuttosto la pubblicità del nuovo podcast, che Hawley condurrà insieme alla moglie. Nella prossima puntata parleranno del loro incontro e di come sia stato possibile avvicinarsi, fino a mettere su famiglia, nonostante le enormi differenze. Colleghi di università a Yale, oggi, condividono anche la professione. Sulle idee la speranza è che non siano del tutto identiche.