Perché la conquista di Mariupol è fondamentale per la Russia

Redazione
23/03/2022

Secondo fonti Usa, i russi sarebbero entrati nella città ormai rasa al suolo prendendo in ostaggio i soccorritori di un convoglio umanitario. Ma perché questo centro sul mar d'Azov è così strategico per Mosca e per Kyiv? La risposta in quattro punti.

Perché la conquista di Mariupol è fondamentale per la Russia

Mariupol è una delle città martiri della guerra in Ucraina. Situata nella parte sud-orientale del Paese, sulla costa settentrionale del mar d’Azov e alle foci del fiume Kal’mius, prima della guerra contava circa 500 mila abitanti. Ora è una città fantasma. Dopo giorni di assedio e di bombardamenti l’esercito russo, secondo fonti della Difesa statunitense, sarebbe riuscito a entrare e a catturare, ha denunciato Volodymyr Zelensky, i soccorritori di un convoglio umanitario. In tutto 11 autobus destinati ai civili in fuga. Sempre secondo il presidente ucraino «100 mila persone sono in trappola, in condizioni disumane, senza acqua né cibo». «Stiamo cercando di organizzare corridoi umanitari stabili per i residenti di Mariupol», ha aggiunto, «ma quasi tutti i nostri tentativi, purtroppo, sono sventati dagli occupanti russi e dai bombardamenti».

Perché la conquista di Mariupol è così importante per la Russia

Ma perché i russi si sono accaniti su questa città, radendola al suolo? Secondo la Bbc, sono quattro le ragioni per cui prendere la città portuale è una vittoria strategica per la Russia e contemporaneamente un duro colpo per l’Ucraina. Non a caso nel suo intervento in videoconferenza a Montecitorio, Zelensky ha paragonato Mariupol a Genova.

1. Realizzare un corridoio tra la Crimea e il Donbass

La città di Mariupol occupa solo una piccola area di territorio ma rappresenta un grosso ostacolo per le forze russe. Impedisce infatti un passaggio sicuro dalla Crimea ai territori nord orientali del Donbass. Per questo la presa della città è vitale per la campagna russa. Conquistare Mariupol significa per la Russia avere il controllo di oltre l’80 per cento della costa ucraina del Mar Nero. L’Ucraina sarebbe così tagliata fuori dai commerci via mare. Non riuscendo a occupare in breve tempo la città, i russi hanno dottato tecniche d’assedio quasi medievali. La città è stata distrutta per il 90 per cento. Sono state tagliati elettricità, acqua e gas e sono stati interrotti i rifornimenti di cibo e medicine innescando così una catastrofe umanitaria. Dopo aver preso Mariupol, le truppe russe potrebbero essere dispiegate su altri fronti: a nord est, nel Donbass; a Ovest verso Odessa, a quel punto ultimo porto ucraino sul Mar Nero; a nord ovest verso la città di Dnipro.

2. Strangolare l’economia ucraina

Il secondo motivo per cui la presa di Mariupol è strategica per i russi è l’importanza commerciale della città. Con i suoi ormeggi profondi, ha il porto più grande del Mar d’Azov ed è sede di importanti poli siderurgici. Il 19 marzo i russi hanno messo le mani su Azovstal, una delle più grandi acciaierie d’Europa dopo una battaglia che ha reso al suolo l’impianto. Oltre all’acciaio, Mariupol esportava anche carbone e mais. La presa di Mariupol è dunque un pesante colpo per ciò che resta dell’economia ucraina.

i motivi dell'importanza strategica di Mariupol
Mariupol sotto le bombe (da Youtube).

3. Opportunità di propaganda per Mosca

Mariupol ospita un’unità della Brigata Azov, composta da estremisti di destra e neonazisti. Sebbene rappresenti solo una piccola parte delle forze ucraine, azzerare questa milizia è uno strumento di propaganda per Mosca. Vladimir Putin  dall’inizio dell’invasione ha giustificato l”operazione militare speciale’ in Ucraina con la de-nazificazione del Paese. Catturare uomini della brigata Azov e mostrarli ai media di Stato screditerebbe sia l’Ucraina sia i suoi leader.

4. Una battaglia fondamentale nella guerra psicologica 

La conquista di Mariupol è importante anche sul piano psicologico. Una vittoria russa, dopo il fallimento di quella che nei piani doveva essere un’occupazione lampo, consentirebbe al Cremlino di mostrare alla popolazione che la Russia sta raggiungendo i suoi obiettivi e facendo progressi. Per il presidente Putin ha poi un significato storico. Da sempre considera la costa ucraina del Mar Nero, nel XVIII secolo sotto l’impero russo, parte della Novorossiya, la Nuova Russia. Putin vuole far rivivere quella grandeur «salvando i russi dalla tirannia di un governo filo-occidentale di Kyiv». Mariupol finora è stata un ostacolo al raggiungimento di questo obiettivo. Sul fronte ucraino, perdere Mariupol sarebbe una sconfitta come si è detto militare ed economica ma anche psicologica per le truppe che stanno ostacolando l’avanzata russa. Mariupol sarebbe (o è, nel caso le notizie della Difesa Usa fossero confermate) la prima grande città a cadere dopo Kherson. La resistenza di Mariupol ha avuto un costo umano altissimo e come Grozny in Cecenia e Aleppo in Siria passerà alla storia come una delle città distrutte dai russi. Il messaggio è che se resisti, allora soccombi. Per questo le scene di morte e distruzione di Mariupol potrebbero presto essere viste anche altrove in Ucraina.