Mamma lo Turco

Stefano Iannaccone
17/05/2021

Felpato. Cauto. Mai sopra le righe. Ma soprattutto pugliese come Giuseppe Conte. Chi è il senatore del M5s diventato il Mr Wolf dell'ex presidente del Consiglio.

Mamma lo Turco

È il Mr. Wolf di Giuseppe Conte, l’uomo chiamato a risolvere i problemi del Movimento 5 stelle. E da commercialista è colui che tiene i conti, in senso politico, monitorando gli umori e le azioni in Parlamento dei pentastellati. Mario Turco, 53enne senatore tarantino del M5s, è uno degli uomini più vicini all’ex presidente del Consiglio: il suo braccio destro e sinistro. «Uno dei pochi di cui Conte si fida ciecamente», è la sintesi fatta a Tag43 da una fonte interna. A differenza di Rocco Casalino, estroverso portavoce e fidatissimo consigliere di Conte, Turco è poco mediatico, non rilascia molte interviste e le sue dichiarazioni sono sempre pacate e mirate. Mai un intervento sopra le righe.

Turco è la quintessenza del contismo

Turco, dunque, lavora dietro le quinte, studia i dossier, cerca le soluzioni, firma emendamenti e provvedimenti bandiera in Parlamento. È la quintessenza del contismo da portare nei Palazzi. Con l’ex presidente del Consiglio c’è un punto in comune, oltre alla provenienza pugliese: l’approccio cauto, prudente, che porta a muoversi con passo felpato per evitare possibili rogne. «A volte anche troppo prudente», maligna chi lo conosce bene. Ma questo a Conte piace, eccome. Lo dimostra il fatto che per parlare con l’ex premier, bisogna passare da Turco. E chi entra in contatto con Conte viene rimbalzato al senatore, specie sui temi più delicati, dal fisco alla giustizia. La parola del Turco tarantino è una sentenza. Da buon Mr. Wolf, insomma.

Chi è mario turco, senatore m5s braccio destro di Conte
Mario Turco con Giuseppe Conte (da Facebook).

Turco, il commercialista professore che piaceva a Di Maio

Sui social, come prevedibile, è tutt’altro che una star. La sua pagina Facebook conta meno di 6 mila like. Per capire il personaggio è comunque indicativa l’attività sul web: negli ultimi giorni, per esempio, sui social ha promosso una mozione presentata per favorire gli investimenti nel Mezzogiorno, sua terra di elezione. Turco infatti è stato eletto con l’uninominale a Taranto con oltre il 45% delle preferenze, rientrando in quella categoria di candidati provenienti dalla società civile selezionati da Luigi Di Maio. Volti scelti dall’allora capo politico per indicare il cambio di passo del Movimento e attirare così professionisti nelle proprie liste. Di sicuro Turco non è un grillino della prima ora per stile, storia e formazione culturale. Di professione, infatti, il senatore è commercialista, vanta una serie di incarichi da revisore dei conti, ed è docente di Economia aziendale presso il dipartimento di Scienze dell’Economia di Unisalento.

Turco, senatore M5s, è il consigliere di Conte
Mario Turco è stato eletto all’uninominale a Taranto (da Facebook).

La scalata politica di Turco è cominciata con il governo Conte 2

La scalata politica è avvenuta in silenzio, in linea con il suo profilo: a inizio legislatura, con il governo gialloverde, è rimasto molto in disparte. Dal gruppo dei pentastellati eletti in Puglia, molto legati alle battaglie della prima ora (No Tap, Xylella, Ilva, Acquedotto Pugliese) è stato spesso visto come un corpo estraneo. E lui si sentiva a disagio con le posizioni barricadere di tanti colleghi. Il salto di qualità, raccontano a Tag43, è avvenuto con il Conte 2, quando l’allora presidente del Consiglio lo ha voluto a Palazzo Chigi, affidandogli l’incarico di sottosegretario con delega alla Programmazione economica e investimenti. Non proprio poca roba. Il motivo di tanta stima? «Parlano la stessa lingua, si intendono alla perfezione già solo per carattere», si mormora in ambienti pentastellati.

Mario Turco è l'uomo fidato di Giuseppe Conte
L’ex premier Giuseppe Conte (Getty Images).

Nel futuro di Turco la corsa a sindaco di Taranto o un ruolo accanto a Conte

Così al senatore pugliese è stato affidato lo scottante dossier Taranto, con un capitolo speciale sull’ex Ilva. Un tema a lui molto caro. «Anziché pensare solo all’acciaieria, la mia città deve puntare su uno sviluppo delle infrastrutture e sull’autonomia universitaria», disse nell’ottobre 2019 in un’intervista a Il Foglio, vaticinando chissà quale rivoluzione. Era l’epoca in cui Conte immaginava un “cantiere Taranto”, un progetto che avrebbe seguito personalmente affidando la macchina organizzativa al suo fedelissimo. L’iniziativa, va detto, non è stata proprio un trionfo: il cantiere Taranto non è mai partito in pompa magna e, nei fatti, è stato solo rivisto e corretto il Contratto istituzionale di sviluppo, un progetto preesistente. Non proprio una rivoluzione copernicana. Eppure c’è chi sul futuro di Turco azzarda una previsione: punta alla candidatura a sindaco di Taranto. A meno che non ci sia un ruolo ancora più prestigioso sul piano nazionale. A fianco di Conte, sempre.