Mariia Markovetska, chi era la bimba ucraina annegata nel Lago Revine

Virginia Cataldi
28/07/2022

Chi era Mariia Markovetska? La bimba di 7 anni fuggita dalla guerra in Ucraina è morta affogata nel Lago Revine: la procura apre un fascicolo

Mariia Markovetska, chi era la bimba ucraina annegata nel Lago Revine

Chi era Mariia Markovetska? La bimba ucraina fuggita a marzo in Italia per sottrarsi alla guerra viveva con la nonna, la madre e la sorellina. Il 27 luglio la piccola, che aveva 7 anni, è morta affogata nel Lago Revine, nel Trevigiano. La Procura intanto indaga anche per omessa vigilanza. Ecco cosa è successo.

Chi era Mariia Markovetska?

Mariia Markovetska aveva 7 anni ed era di nazionalità ucraina. Come riferisce la stampa locale, era arrivata in Italia a fine febbraio, a ridosso dell’inizio dell’invasione russa. Insieme alla mamma e alla sorellina, fuggite con lei, aveva trovato ospitalità presso la casa della nonna, che si era stabilita a Vittorio Veneto da tempo.

Il 27 luglio la piccola stava facendo una gita al lago Revine, nel Trevigiano, con gli amici del Grest del collegio “San Giuseppe”. Si trattava di una gita organizzata, con gruppi di bambini che si alternavano per fare il bagno, guardati a vista dagli animatori. L’elemento che insospettisce la procura, che ha intanto aperto un’indagine per omessa vigilanza, è che nessuno si sia accorto che la piccola non era riemersa dall’acqua. Neppure la nonna, l’unica della famiglia a essere presente ieri, 27 luglio, a Revine.

Chi era Mariia Markovetska? La bimba di 7 anni fuggita dalla guerra in Ucraina è morta affogata nel Lago Rivine: la procura apre un fascicolo
Lago Revine (Instagram)

Solo alle 15:50 i responsabili del gruppo estivo hanno dato l’allarme, mezz’ora dopo aver iniziato le ricerche della bambina. Una coppia di turisti belga ha trovato il corpicino adagiato nel fondo del lago, a pochi metri dalla riva nell’area attrezzata comunale di Revine, urtandolo per errore con il piede mentre faceva una passeggiata nell’acqua bassa. Un vigile del fuoco fuori servizio di 42 anni di Mira, Giacomo Chiaramonte, si è poi tuffato e ha portato a riva la piccola. Nonostante un massaggio cardiaco di 40 minuti non c’è stato nulla da fare. Successivamente anche i sanitari del Suem 118, arrivati con l’elisoccorso, hanno provato per quasi un’ora a rianimarla, ma in questo caso i tentativi si sono rivelati vani.

Io ho fatto una passeggiata qui in riva al lago e ho notato una coppia che con il piede stava spostando un corpo“, ha raccontato il vigile del fuoco, che si trovava al lago con la famiglia, ai microfoni di Antenna Tre Nordest. “L’immagine che ho è un costumino rosso a galla e quando l’ho visto mi sono subito tuffato, l’ho messa in braccio e l’ho portata a riva, provando a rianimarla in continuazione. Siamo stati un quarto d’ora, non so quanto, con tutte le nostre forze“.

Le cause della morte e le indagini

Potrebbe essere stato un malore a causare l’affogamento di Mariia Markovetska, ma la Procura di Treviso, che ha disposto l’autopsia, ha aperto un fascicolo, per ora senza indagati, in cui si ipotizza il reato di omicidio colposo e omessa vigilanza. Gli inquirenti in queste ore stanno ascoltando gli operatori del Grest e la nonna.

Chi era Mariia Markovetska? La bimba di 7 anni fuggita dalla guerra in Ucraina è morta affogata nel Lago Rivine: la procura apre un fascicolo
Elisoccorso (Pexels)

Intanto al “Campus” del collegio San Giuseppe di Vittorio Veneto è ripresa l’attività. Nel corso della mattinata una equipe di psicologi ha assistito gli animatori, sconvolti per quanto è accaduto, mentre nel pomeriggio si svolgeranno gli incontri con i bambini. “È un momento terribile”, hanno commentato le religiose che si occupano delle attività estive del collegio. L’assessore al sociale del comune di Vittorio Veneto Antonella Caldart ha portato il messaggio di vicinanza del sindaco Antonio Miatto. E, informato ieri della morte della bambina, anche il vescovo della diocesi di Vittorio Veneto, mons. Corrado Pizziolo, ha manifestato il suo profondo dolore e la propria vicinanza ai familiari della piccola.