Ripristinate funzioni di cuore e cervello dei maiali un’ora dopo la morte

Fabrizio Grasso
04/08/2022

Un team di Yale ha riattivato parzialmente l’attività di cuore, cervello e flusso sanguigno in alcuni maiali a un’ora dalla morte. L’uso sull’uomo è però ancora lontano.

Ripristinate funzioni di cuore e cervello dei maiali un’ora dopo la morte

Alcune cellule restano attive anche un’ora dopo la morte. È la nuova scoperta di un team di scienziati di Yale, che ha ripristinato attività sanguigna e funzioni di cuore e cervello nei maiali deceduti. L’esperimento, oggi disponibile sulla rivista scientifica Nature, potrebbe rivelarsi fondamentale per sviluppare i trapianti e le terapie contro ictus e attacchi cardiaci nell’uomo. Gli esperti però frenano l’entusiasmo, ricordando come siano necessarie ancora ulteriori analisi prima di passare all’uomo. Resta comunque una delle scoperte più eccezionali e significative della scienza negli ultimi anni.

OrganEx, come funziona la nuova tecnica usata sulle cellule dei maiali

La ricerca è frutto del lavoro di Nenad Sestan, professore di Neuroscienze, e Kate Cushing, docente di Medicina comparata e Psichiatria a Yale. Lo studio, eseguito su circa 100 maiali a cui è stato indotto un infarto, ha fatto uso di OrganEx, nuova tecnica che consente il ricircolo dell’ossigeno in tutto il corpo dell’animale anche dopo l’arresto cardiaco. Il sistema permette infatti di pompare un fluido – il “perfusate” – attraverso i vasi sanguigni. Si tratta di un liquido misto a sangue che contiene una forma sintetica di emoglobina e molecole che prevengono i coaguli. Il trattamento è durato sei ore e ha portato alla luce nuove eccezionali novità sull’organismo animale. «Nei mammiferi, le cellule degli organi come cervello, cuore e reni non muoiono per molte ore», ha detto alla Cnn David Andrijevic, membro del team. «Inoltre ora sappiamo che la loro scomparsa può essere arrestata e la funzionalità ripristinata».

Un team di Yale ha riattivato funzioni di cuore, cervello e flusso sanguigno nei maiali a un’ora dalla morte. L’uso sull’uomo è però lontano.
Maiali in un allevamento a Preston, nel Regno Unito (Getty)

Per la realizzazione di OrganEx, Sestan ha fatto leva su un altro suo trattamento risalente al 2019, BrainEx. Tre anni fa, infatti, era riuscito a riattivare i neuroni del cervello di 32 suini quattro ore dopo il decesso. Erogando sangue artificiale attraverso la corteccia cerebrale, aveva fermato e in alcuni casi prevenuto il degrado delle funzioni neurali dei maiali, pur senza ripristinare l’attività dei neuroni connessi a coscienza e sensi. Gli scienziati di Yale hanno poi confrontato il nuovo metodo OrganEx con l’ossigenazione extracorporea a membrana (Ecmo) capace di ripristinare la circolazione facendosi carico delle funzioni di cuore e polmoni. I dati hanno dimostrato come la nuova tecnica preservi molto meglio gli organi da rischi di emorragia e ingrossamento.

LEGGI ANCHE: Nuovo studio scopre un metodo per identificare le emozioni dei maiali dai versi

Il futuro sull’uomo è però ancora molto lontano

Prima dell’applicazione sull’uomo, tuttavia, occorrerà ancora molto tempo. Gli scienziati hanno confermato come la ricerca sia ancora in una fase iniziale ed estremamente sperimentale. L’obiettivo è però ottenere al più presto dati utili per avviare nuovi studi e ottimizzare le tecniche di trapianto umano. «La nuova scoperta è molto promettente per aprire una finestra più ampia sulle donazioni», ha detto il direttore dello Yale Interdisciplinary Center for Bioethics Stephen Latham. «Grazie a OrganEx sarebbe possibile asportare un organo da un paziente deceduto e trasportarlo anche a enormi distanze». L’obiettivo principe dello studio non è infatti invertire l’invecchiamento o ricreare la vita, ma salvare organi e renderli utili per un trapianto. «OrganEx avrà un grande impatto sulla vita umana», ha concluso Vrselja. «Potrà salvare molte vite».