Luca Palamara candidato alle politiche: “Interlocutori di centrodestra ma non solo”

Annarita Faggioni
23/07/2022

Luca Palamara sarà uno dei candidati alle prossime elezioni politiche, questa volta con la sua associazione "Oltre il sistema".

Luca Palamara candidato alle politiche: “Interlocutori di centrodestra ma non solo”

Luca Palamara sarà candidato alle elezioni politiche del 25 settembre. L’ex magistrato ha presentato all’hotel Champagne di Roma la sua associazione Oltre il sistema. Secondo lui, l’area di riferimento sarebbe quella del centrodestra, ma l’ex Anm ritiene che la questione della giustizia non riguardi solo uno schieramento politico preciso. L’uomo è imputato per rivelazione del segreto di ufficio e corruzione ed è indagato per istigazione alla corruzione a Perugia.

Luca Palamara candidato alle politiche

“Quindi è molto semplice: no all’uso politico della giustizia. La mia battaglia di verità continua”. Così Palamara spiega la sua discesa in campo. Il suo programma è in dieci punti. I primi in agenda non possono non essere una riforma della giustizia complessa a livello Costituzionale e il non ricorso al processo penale per eliminare eventuali nemici politici.

A seguire, Palamara sceglie di combattere le fughe di notizie dalle Procure ai giornali. La giustizia civile deve essere certa per poter favorire l’economia e gli investimenti dall’estero. Il processo penale non deve costare così tanto da impedire a un povero di difendersi. In più, prevede anche una riforma della Pubblica Amministrazione e una maggior attenzione per le Forze dell’Ordine, soprattutto per la dotazione di servizio. Infine, l’ex magistrato, non manca di dare un riferimento alla professione forense ricordando i giovani con partita Iva e i nuovi fondi per la Giustizia definiti dal Pnrr.

Non è la prima volta che Palamara si candida. Infatti, il 6 giugno 2021, si era candidato alla Camera per le elezioni suppletive di Roma con la sua lista, ma non era riuscito a rientrare tra gli eletti.

Il caso Palamara

La sua vicenda era balzata alle cronache nel 2019, quando le diverse inchieste giudiziarie lo hanno visto coinvolto come mediatore tra le diverse correnti all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura. Proprio in quell’anno venne indagato per corruzione e fuga di informazioni. Lo scorso 9 maggio la Procura di Perugia ha depositato la conclusione delle indagini per presunta corruzione.