Morto Luc Montagnier, premio Nobel era diventato paladino dei No vax

Redazione
10/02/2022

Biologo e virologo aveva 89 anni. Nel 1983 isolò il virus dell'Hiv e per questo gli venne consegnato l'ambito riconoscimento. Negli ultimi tempi aveva patrocinato teorie discutibili e messo in dubbio l'efficacia dei vaccini.

Morto Luc Montagnier, premio Nobel era diventato paladino dei No vax

È morto Luc Montagnier. La notizia circolava già nella giornata di ieri, più volte tuttavia era stata smentita dal suo entourage. Adesso invece è arrivata la definitiva conferma anche da parte dei media francesi. Biologo e virologo nato a Chabris, nella Loira, aveva 89 anni e sarebbe deceduto lo scorso martedì all’ospedale americano di Neuilly-sur-Seine, alle porte di Parigi. Nel 1983 insieme a a Françoise Barré-Sinoussi scoprì il virus dell’Hiv, che gli consentì anni dopo, nel 2008, di vincere il premio Nobel per la medicina insieme al tedesco Harald zur Hausen, a sua volta premiato per la scoperta del legame tra il papilloma virus e il cancro alla cervice.  Negli ultimi tempi era salito alla ribalta delle cronache per le posizioni apertamente No vax e il supporto alle teorie del complotto.

La carriera e le scoperte di Luc Montagnier 

Direttore emerito del Centre national de la recherche scientifique e dell’Unità di Oncologia Virale dell’Istituto Pasteur di Parigi, si laureò nel 1953 in scienze biologiche e, in seguito alla morte del padre, si iscrisse alla facoltà di medicina. Qui si dedicò con particolare impegno all’oncologia, conseguendo il dottorato di ricerca alla Sorbona nel 1960. Da allora e fino al 1964 svolse una serie di tirocini in centri di Carshalton, periferia di Londra, e Glasgow. Tra il 1965 e il 1972 fu poi direttore di ricerca dell’istituto Curie a Orsay, finché non venne nominato capo dell’Unità oncologica virale dell’Istituto Pasteru e nel 1974 direttore del Cnrs.

Luc Montagnier (Getty)

La scoperta del virus dell’Hiv che valse il Nobel a Montagnier

Contattato dal tram guidato dal dottor Willy Rozenbaum dell’Hôpital Bichat di Parigi per collaborare alla ricerca sulla possibile causa retrovirale della sindrome dell’Aids nel 1982, insieme al gruppo di ricerca fu in grado di isolare il virus a cui venne dato il nome di Lav (lymphadenopathy-associated virus). Ci volle un anno prima che dagli Usa confermassero la scoperta, a cui venne dato il nome di virus T-linfotropico umano di tipo III” (HTLV-III). Iniziò così un lungo braccio di ferro su quale dei due istituti dovesse fregiarsi del merito. Solo nel 1990, Robert Gallo alla guida del team americano ammise di aver sfruttato studi e lavori Montagnier. I due così si riavvicinarono. Intanto Montagnier, nel 1986, isolò un secondo ceppo dell’Hiv, Hiv2, maggiormente diffuso in Africa e venne insignito del pemio Lasker. Nel 2008, poi, sarebbe arrivato anche il Nobel.

Luc Montagnier, le controversie degli ultimi anni

Una vita costellata di grandi traguardi nell’ultima fase è stata contraddistinta, come accennato, da numerose polemiche. Già nel 2010, Montagnier infatti aveva fatto discutere per una serie di teorie definite antiscientifiche. Disse ad esempio che l’Hiv si sarebbe potuta sradicare con un particolare schema nutrizionale e si dedicò a una serie di ricerche sulla memoria dell’acqua, principio alla base dell’omeopatia. Affermò, inoltre, che la papaya fosse un rimedio efficace contro la Sars e il Parkinson. Da tempo, infine, aveva messo in dubbio la sicurezza dei vaccini, compreso quello per combattere il Covid, rispetto a cui ha sposato teorie complottiste.