Londra, ora nel Tamigi nuotano anche gli squali

Redazione
10/11/2021

Decisamente più pulito rispetto al passato, grazie all’elevata salinità il fiume è popolato oggi da molte specie animali.

Londra, ora nel Tamigi nuotano anche gli squali

E pensare che negli Anni Cinquanta il Tamigi era stato dichiarato «biologicamente morto». Adesso, complici politiche più lungimiranti e attente all’ambiente messe in atto da decenni, le acque del fiume che attraversa Londra sono più vive che mai. E tra le tantissime specie animali che lo animano, ci sono anche gli squali.

Squali nel Tamigi, la rinascita dagli Anni Novanta 

Mentre London diventava Swinging, il certificato di “morte biologica” era stato tristemente consegnato al Tamigi già da tempo, per la precisione nel 1957. Una fogna a cielo aperto il buon vecchio Thames, talmente inquinato che la vita nelle sue acque si era estinta. Poi, dagli Anni Novanta, la svolta: più ossigeno, meno fosforo e un sistema di filtraggio degli scarichi più efficiente, che ha ridato respiro alle acque. Dove sono stati reintrodotte oltre cento specie di pesci.

Squali nel Tamigi, dal galeo allo spinarolo

Mentre nell’estuario del Tamigi hanno trovato casa anche centinaia di foche, nel fiume di Londra (e dell’Inghilterra meridionale, 346 chilometri in tutto) sono arrivati anche gli squali: lo ha scoperto la Zoological Society of London, impegnata in un progetto di mappatura e conservazione della fauna del fiume. Del predatore acquatico per eccellenza sono state avvistate diverse tipologie, che hanno scelto queste acque e in particolare l’estuario come habitat per riprodursi: tra esse il galeo, che può raggiungere i due metri di lunghezza e vivere fino a 50 anni, il palombo stellato, riconoscibile dal dorso grigio-bruno ricoperto da una serie di puntini bianchi a cui deve il nome, e lo spinarolo, dal corpo molto affusolato e grandi occhi.

Squali nel Tamigi, merito dell’elevata salinità

Niente squalo bianco, ovviamente. Nel Tamigi, più che terribili predatori come quelli visti nel film di Spielberg, muovono le pinne vari tipo di “squalidi”, decisamente meno pericolosi. Ma è già qualcosa. Anzi, è molto, considerando le condizioni in cui versava fino a pochi decenni fa il fiume. Che oggi, grazie alla sua elevata salinità permette a molte specie animali di popolarlo: fra queste sono stati individuati cavallucci marini, anguille e le già citate foche.