Il filo rosso tra la nuotatrice Linda Cerruti e la spia Olga Kolobova

Lia Celi
27/08/2022

La nuotatrice Linda Cerruti è stata bersagliata sui social per una foto in cui mostrava gambe e medaglie. La spia russa a Napoli Olga Kolobova ha fregato tutti. Entrambe sono vittime del pregiudizio contro le donne. A cui si chiede solo modestia, ritegno e capacità di tornare nell'ombra.

Il filo rosso tra la nuotatrice Linda Cerruti e la spia Olga Kolobova

Cosa lega Linda Cerruti, la campionessa di nuoto sincronizzato plurimedagliata agli ultimi Europei di Roma, e Olga Kolobova, alias Adela Kutscher, la spia russa infiltrata nell’alta società napoletana con vista sulla base Nato? La giovane età, certo, la piacevolezza dell’aspetto e il fatto di avere servito, ognuna a modo suo, il proprio Paese, l’una vincendo gare per i colori azzurri, l’altra carpendo segreti, o cercando di carpirli, per il Gru, l’intelligence del Cremlino. Ma fra l’atleta e la spia c’è un altro nesso, più volatile in quanto creato dalla concomitanza della cronaca, e al tempo stesso più profondo, perché c’entra con lo sguardo, il giudizio e il pregiudizio con cui si guarda alle donne.

https://www.instagram.com/p/ChpLSqVMd6z/

Quella di Linda era una manifestazione del suo legittimo orgoglio di sportiva

Linda Cerruti, una carriera strepitosa conquistata a suon di fatiche e sacrifici quotidiani, si è vista coprire di insulti volgare e commenti da caserma per una foto su Instagram in cui sfoggiava le medaglie vinte a Roma posando in una spaccata a testa in giù, una delle figure acrobatiche che aprono le sue prestazioni, e peraltro già vista e rivista su mamma Rai anche in fascia protetta. Olga/Adela, interpretando a perfezione il ruolo di impeccabile e morigerata businesswoman con l’hobby della beneficenza, e apparendo sui social solo con sorriso perbenino e gonne al ginocchio anti-sesso, l’ha messo in quel posto a un sacco di gente, mantenendo una reputazione intatta. Adesso Olga, tornata a Mosca, si gode i frutti delle sue menzogne – auto di lusso e svariati appartamenti -, mentre Linda, a causa di un’innocente manifestazione del suo legittimo orgoglio di sportiva, non solo si è vista ferire da battute vomitevoli, ma ora deve pensare a come adire le vie legali contro cafoni e cafone digitali. La prosperità del vizio e le disavventure della virtù, come sintetizzerebbe il marchese de Sade.

Linda Cerruti: la campionessa di nuoto ha ricevuto commenti sessisti sotto la foto di Instagram in cui compariva con le medaglie.
Linda Cerruti.

A entrambe servono autocontrollo e capacità di affrontare lunghe apnee

La vera differenza fra lo spionaggio e il nuoto sincronizzato è la trasparenza dell’acqua in cui bisogna muoversi: quella della piscina in cui danza Linda è chiara e limpida, quella in cui per 10 anni ha fluttuato la sedicente Maria Adela Kutscher-Rivera è torbida e opaca. Ma entrambe le acque non perdonano mosse false, movimenti sbagliati, spruzzi eccessivi e fuori ordinanza. Sia alla spia che alla nuotatrice si richiedono uno straordinario autocontrollo e la capacità di affrontare lunghe apnee, per immergersi e riapparire in superficie al momento giusto, con una capriola e un radioso sorriso. In questo sia Linda Cerruti sia Olga-Adela sono state eccezionali. Ma la piscina in cui agiva la spia russa, protetta da un passaporto peruviano farlocco quanto i gioielli «artigianali» in cui commerciava (paccottiglia cinese acquistabile su Wish per pochi euro), spaziava da Mosca a Napoli, da Parigi agli Emirati.

Una spia russa infiltrata nella base Nato di Napoli: è questa la storia di Maria Adela Kuhfeldt Rivera svelata da un'inchiesta.
La spia russa infiltrata a Napoli.

Alle donne si chiedono solo modestia, ritegno e ritorno nell’ombra

La sua storia di impostora, svelata da un pool internazionale di giornalisti investigativi che coinvolge Bellingcat, Der Spiegel e Repubblica, ricorda certe serie cult, da Killing Eve a Inventing Anna passando per The Spy, anche se ancora non è chiaro e forse non lo sarà mai quanti e quali segreti sia riuscita a rubare negli eventi di beneficenza che organizzava al Lions Club Monte Nuovo di Napoli, e ai quali partecipavano personaggi di un certo rilievo della locale base Nato. Di sicuro si è prestata a un matrimonio di copertura per procurare allo sposo, un trentenne russo-ecuadoregno, un passaporto per rientrare a Mosca, dove poco dopo è morto di una strana malattia. Tutto nascosto sotto l’acqua cheta della rispettabilità e di una discrezione molto ladylike che le hanno conquistato stima e perfino affetto. Perché alla fin fine, le uniche virtù che tutti chiedono ancora alle donne sono la modestia, il ritegno, la capacità di tornare nell’ombra dopo aver portato a termine la propria missione, fino al punto di far dimenticare il proprio vero nome. Ma è sempre meglio un giorno da Linda o cent’anni da Olga/Adela.