Liliana Resinovich, la perizia della Procura: «Si è suicidata»

Claudio Vittozzi
10/08/2022

Il marito continua a dirsi convinto che il suo corpo sia stato portato da qualcuno nel parco in cui è stato trovato senza vita.

Liliana Resinovich, la perizia della Procura: «Si è suicidata»

Liliana Resinovich si è suicidata. É questo il risultato a cui è giunta la Procura in seguito ad analisi cliniche approfondite per comprendere la morte della donna di Trieste. Ora che la perizia è stata effettuata, per le autorità non sembrano esserci dubbi e il caso sembra ormai archiviato.

Secondo la perizia della Procura, Liliana Resinovich si è suicidata e ciò mette fine al mistero che circondava la morte della donna

Liliana Resinovich, i risultati della perizia della Procura

Il risultato dei periti, il medico legale Fulvio Costantinides e il suo collaboratore radiologo Fabio Carelli, è che la donna si sia tolta la vita con due sacchetti di plastica e che sarebbe morta per asfissia due o tre giorni prima del ritrovamento. Questo risultato è stato dato dopo che gli esami tossicologici e l’autopsia avevano confermato che la morte della donna era stata causata dall’anidride carbonica del suo stesso respiro.

Tuttavia, a questa vicenda sono legati numerosi misteri e nodi da sciogliere. Ad esempio, non è chiaro  dove la donna sia stata dal 14 dicembre ai primi di gennaio del 2022, quando era scomparsa senza telefoni né fede nuziale. Inoltre, non si comprendono i motivi che l’avrebbero spinta a compiere questo gesto estremo e perché avrebbe scelto questo modo singolare per togliersi la vita, ricoprendosi di sacchi per i rifiuti.

Secondo la perizia della Procura, Liliana Resinovich si è suicidata e ciò mette fine al mistero che circondava la morte della donna.

La morte e il ritrovamento del corpo

La morte di Liliana Resinovich aveva scosso la comunità nella quale viveva. La donna era scomparsa il giorno 14 dicembre 2021 da Trieste, dove viveva con il marito Stefano Visentin, ed era stata ritrovata il 5 gennaio 2022. Terribili le modalità del ritrovamento: la donna giaceva in un parco dell’ex ospedale psichiatrico cittadino in due grandi sacchi utilizzati per la spazzatura, mentre in testa aveva due sacchetti alimentari avvolti uno intorno all’altro. Inoltre, era rannicchiata e in posizione fetale, con le mani incrociate sulla sua felpa. «Continuo a essere convinto che il corpo sia stato portato da qualcuno nel parco», ha dichiarato il marito all’indomani della pubblicazione dei risultati della perizia.